sabato 27 settembre 2014

WWW La Calabria vista dalle donne - 01 ottobre Lamezia Terme


• LA CALABRIA RIPARTE DALLE DONNE. 
1 OTTOBRE INCONTRO A LAMEZIA TERME
promosso dal movimentoWWW_What Women Want

Confrontarsi ed elaborare proposte sul futuro della Calabria visto dalle donne. 
Con queste premesse si ritroveranno a Lamezia Terme l'1 ottobre le donne del movimento femminile spontaneo WWW_WhatWomen Want. 
Nato come gruppo su Facebook, su iniziativa di Maria Stella Ciarletta, Bianca Rende, MariarosalbaBernaudo e Alba Mazzotta, il movimento raggruppa oltre 600 donne calabresi impegnate nel mondo imprenditoriale, sociale e politico. Un gruppo trasversale che non risponde ad alcun partito, ma che vede tante donne unite nelle battaglie per l'introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale regionale e per il rispetto della legge Del Rio nella composizione paritetica delle giunte comunali.
“L'incontro del 01 ottobre a Lamezia Terme nasce dalla volontà di focalizzare quelle riforme che secondo le donne sono indispensabili per il futuro della Calabria – spiegano dal movimento. È arrivato il momento di confrontarci, aldilà delle appartenenze partitiche: cosa vogliamo che faccia la Regione nei prossimi cinque anni? Quali priorità si deve dare? Quale è il ruolo che dobbiamo assumere in questo momento elettorale dopo la vergognosa bocciatura della doppia preferenza?
I lavori si apriranno alle 15,00 presso Palazzo Nicotera e saranno coordinati dalla giornalista RaffaellaRinaldis di Fimmina TV.

Il movimento è aperto e chiunque può spontaneamente iscriversi e partecipare. 
Per info: https://www.facebook.com/groups/571053419684579/

GLI ORGANI DI INFORMAZIONE SONO INVITATI A PARTECIPARE PER SERVIZI E INTERVISTE DI APPROFONDIMENTO

mercoledì 20 agosto 2014

Presentazione Circolo Tematico PD DiàLogos


Sarà presentato giovedì 21 agosto, alle ore 19:00, presso il Lido Calajunco a Reggio Calabria, il Circolo Tematico PD “DiàLogos”. Il circolo nasce dal desiderio di creare dibattito e confronto su temi di rilevanza territoriale portando ad associare questo movimento di idee al Partito Democratico, intercettando l’intuito politico dei cittadini e il coinvolgimento attivo di chi crede che si possa lavorare assieme per una svolta.
Per la presentazione di DiàLogos, primo circolo tematico della provincia di Reggio Calabria, saranno presenti il segretario provinciale Seby Romeo, il vice Segretario Regionale Nicola Irto e il segretario regionale Ernesto Magorno. I lavori saranno coordinati dai due responsabili del circolo, Stella Ciarletta e Pasquale Ambrosino, e vedranno la partecipazione del candidato a sindaco del PD Giuseppe Falcomatà.
Le conclusioni saranno affidate al Ministro per gli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta.

lunedì 21 luglio 2014

Le mie repliche ad Aldo Varano sul Calabria Pride

Gent.mo Direttore,
nel leggere la rassegna stampa sul Calabria Pride, ho apprezzato l’analisi che ha operato con l’articolo “La città i reggini e il gay pride”.
Io c’ero, come cittadina e madre prima e consigliera regionale di parità dopo, e ho vissuto le sensazioni che Lei ha descritto. La gioia disordinata, l’autoironia dei partecipanti e quella domanda insistente nella testa “Da quanto tempo non si vedeva una manifestazione così imponente e vitale a Reggio Calabria?”. Devo ammettere che la capacità di accogliere un evento del genere l’avevo già percepita ed infatti, con la nota di adesione istituzionale alla manifestazione, avevo espresso tutta la mia fiducia nella città, che, seppur con le sue contraddizioni, riesce ancora a distinguere l’autenticità di una manifestazione.
 E il Calabria Pride è stato un evento autentico, che ha ricevuto il rispetto della cittadinanza, a prescindere dalle convinzioni dei singoli.
Anche sulle assenze istituzionali non posso che concordare con Lei, la visione del gonfalone solitario della Regione Calabria faceva a pugni con l’allegria colorata del corteo. Tuttavia vorrei sottolineare che non esiste solo la Regione della rappresentanza istituzionale: l’Ufficio della Consigliera Regionale di Parità, che ho l’onore di presiedere, c’era. Certo io non ho un ruolo di rappresentanza e non avrei mai potuto sfilare sotto il gonfalone in tale veste, ma da oltre due anni collaboro e sostengo le attività dell’Arci Gay I Due Mari di Reggio. Da ultimo a maggio ho avuto il piacere di ospitare il Presidente Lucio Dattola come relatore in un corso sul diritto antidiscriminatorio.
Sono convinta possa esistere un modo alternativo di vivere l’Istituzione che vada ai contenuti senza passare dalle sfilate sotto i gonfaloni, con una nuova umiltà addosso. Ho partecipato con gioia al Calabria Pride, ero assieme alle mie figlie e Matilde, la nostra cockerina che ha conquistato anche le pagine dei giornali grazie alla maglietta rainbow indossata.
L’ho fatto senza pensare “Ma mi si nota di più se dico che sono contro i matrimoni gay o se li sostengo?”, l’ho fatto perché credo nei diritti civili e nelle persone ed è stata una emozione nuova abbracciare gli amici mano a mano che si camminava e alla fine ritrovarmi a ballare nell’Arena dello Stretto.
Infine voglio ricordare che l’ArciGay è riuscita a organizzare tutto questo, riempiendo l’Arena di persone fino all’inverosimile, senza nessun contributo pubblico,  ma con l’autofinanziamento, la vendita dei gadget e il sostegno spontaneo delle persone. Mi sembra sia un buon esempio per le istituzioni, non crede?

                                                                       Stella Ciarletta
                                                           *Consigliera Regionale di Parità








giovedì 17 luglio 2014

Ci vediamo a Reggio Calabria il 19 luglio per il Calabria Pride!


La Consigliera Regionale di Parità parteciperà alla manifestazione del Calabria Pride, che si terrà il 19 luglio a Reggio Calabria.
<< L'Ufficio ha patrocinato l'evento con convinzione, proseguendo un più ampio percorso di lotta ad ogni forma di discriminazione avviato in collaborazione con l'Arcigay, che ci ha già visti in passato impegnati a diffondere la conoscenza degli strumenti legislativi di tutela.
Accanto alla lotta alla omofobia e le discriminazioni è indispensabile continuare a lavorare per il riconoscimento dei diritti civili e soprattutto il superamento di ogni pregiudizio basato sugli orientamenti sessuali.
Sono certa che sabato sarà una grande festa di democrazia e la città di Reggio Calabria saprà accogliere l'evento grazie alla sua storia di ospitalità e inclusione>>.

venerdì 4 luglio 2014

Incontro tra la Consigliera Ciarletta e la Ministra per gli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta


Si è svolto a Roma, presso il Ministero per gli Affari Regionali, l'incontro tra la Consigliera Regionale di Parità Stella Ciarletta e il Ministro per gli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta. Diversi sono stati i temi affrontati nell'occasione voluta dal Ministro, anche a seguito delle segnalazioni fatte dalla Consigliera sulla questione delle risorse per le consigliere di parità e la mancata introduzione della doppia preferenza nella riforma della legge elettorale calabrese.
Sulla prima questione, il Ministro Lanzetta si è attivata sottoponendo il problema alla attenzione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Graziano del Rio, ma è soprattutto sul tema della rappresentanza di genere che si è concentrato l'incontro, condividendo entrambe le interlocutrici la convinzione che la legge elettorale calabrese sia assolutamente inadeguata a garantire la partecipazione femminile, correndo il rischio per le prossime competizioni di avere l'ennesimo consiglio regionale composto da soli uomini. L'Ufficio legislativo del Ministero sta vagliando la richiesta inoltrata dalla Consigliera di Parità di sollevare la questione di legittimità costituzionale della riforma, laddove il testo ha disatteso gli art.3, 51 e 117 della Costituzione oltre che gli obblighi derivanti dalla legge n. 215 del 2012, che impone alle Regioni di introdurre meccanismi di incentivazione delle candidature femminili. Nel frattempo,il Ministro e la Consigliera hanno comunque ritenuto importante avviare un percorso di collaborazione istituzionale per sostenere politiche regionali attente alle questioni femminili, prima fra tutte il lavoro e programmando in tal senso una serie di incontri da realizzare in Calabria per aprire il più possibile il confronto con tutte le donne calabresi impegnate nelle istituzioni locali, gli organismi di parità e il mondo associazionistico e sindacale. 

mercoledì 18 giugno 2014

La lettera inviata al Governo per richiedere la promozione della questione di costituzionalità della riforma della legge elettorale in Calabria


La consigliera regionale di Parità Stella Ciarletta ha scritto al presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi e alla ministra per gli affari regionali Maria Carmela Lanzetta per  richiedere le promozione della questione di costituzionalità della riforma della legge elettorale regionale per la mancata introduzione della doppia preferenza di genere.
La riforma elettorale, l.r  n.8/2014. “modifiche ed integrazioni alla legge regionale 07 febbraio 2005, n.1 (Norme per l'elezione del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio Regionale)”, è stata pubblicata sul Burc il 9 giugno scorso.
“Come è noto – ricorda Stella Ciarletta -  il Consiglio Regionale, nella seduta del 3 giugno, non ha accolto l'emendamento che prevedeva, tra l'altro, l'introduzione della doppia preferenza di genere oltre che la presenza di almeno un terzo di candidate donne e l'alternanza dei candidati in lista. Pertanto – rimarca la consigliera di parità  -la legge elettorale così come approvata, viola non solo dello Statuto della Regione Calabria, dal quale emerge il dovere di promuovere condizioni di parità tra i sessi nell’accesso alla carica di consigliere regionale, ma anche degli artt. 51, 117, 3 della Costituzione. La consigliera regionale Ciarletta entra poi nel dettaglio della questione e spiega: “L’art. 51 della Costituzione, è stato modificato con la legge costituzionale n.1 del 30 maggio 2003 che, all’art.1, ha aggiunto un periodo al vigente articolo 51, primo comma. La norma, nel testo modificato ed attualmente vigente dispone che ‘Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti  dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne uomini’.  A sua volta, l’art.117 della Costituzione, nel suo testo introdotto dalla legge costituzionale n.3 del 18 ottobre 2001, al settimo comma, stabilisce che le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra uomini e donne alle cariche elettive.  I principi fondamentali della parità dei cittadini – evidenzia ancora la consigliera regionale di parità - a prescindere dal sesso sono contenuti nell’articolo 3 della Costituzione, che, come è noto, stabilisce al primo comma che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali e che al secondo comma dispone che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.  Occorre sottolineare come lo Statuto della Calabria sia espressione del principio costituzionale che si è fatto strada a seguito delle incalzanti iniziative di riforma. Ancora va tenuto presente che il percorso per giungere all’obbiettivo di una concreta parità tra i due sessi è giunto in sede nazionale alla approvazione della legge n.215 del 23 novembre 2012 che, con riferimento all’accesso alle cariche elettive e agli organi esecutivi dei comuni e delle province, ha stabilito che, nelle liste dei candidati, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi, ma anche che, ciascun elettore può esprimere, sotto le righe stampate sotto il medesimo contrassegno, uno o due voti di preferenza, scrivendo il cognome di non più di due candidati compresi nella lista da lui votata. Nel caso di espressione di due preferenze, esse debbono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza. La detta legge ha inoltre, all’art.3, modificato la legge 2 luglio 2004 n.165, di attuazione  dell’art.122 Cost., in materia di elezioni dei consigli regionali introducendo, al comma 1 dell’art.4, la lettera c-bis) che ha posto, quale principio fondamentale per la legislazione elettorale delle regioni, quello della promozione della parità tra uomini e donne nell’accesso alle cariche elettive attraverso la predisposizione di misure che permettano di incentivare l’accesso del genere sottorappresentato alle cariche elettive.
Alla luce di queste argomentazioni l'Ufficio della Consigliera Regionale di Parità ha ritenuto che gli artt. 1, comma 6, e art.2, comma 2, della legge elettorale della  n.5  del  2010 nonché la  legge regionale 06 giugno 2014 n.8 “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 07 febbraio 2005, n.1” , vadano censurati per illegittimità costituzionale in riferimento agli articoli 51, 117, 3 della Costituzione ed agli articoli 2 e 38 dello Statuto della Regione Calabria”.
“Ad oggi – sottolinea ancora Stella Ciarletta - la Calabria è sprovvista di strumenti legislativi volti concretamente a promuovere la parità dei generi nell’accesso alle cariche elettive. La legge elettorale della Regione, in contrasto con le norme costituzionali citate, non promuove la concreta parità, né questa è assicurata dal vincolo, nella presentazione delle liste circoscrizionali, della presenza di candidati di entrambi i sessi. Occorre difatti che le tecniche prescelte per favorire il riequilibrio di genere nella rappresentanza politica siano effettivamente volte a promuovere la parità di accesso, fine questo non assicurato dalla norma della legge elettorale censurata che costituisce per un sesso una presenza del tutto aleatoria rispetto alla percentuale attribuita all’altro sesso. Solo attraverso l’introduzione di tecniche effettivamente volte alla rimozione degli ostacoli alla piena parità – rileva infine Stella Ciarletta -, la legge elettorale sarebbe stata conforme alla Costituzione ed allo Statuto, ma ciò non è accaduto, prevedendo la norma censurata, come detto, solo una minoritaria percentuale di candidati in ciascuna lista circoscrizionale costituita da un genere”

giovedì 5 giugno 2014

La legge elettorale non rispetta le pari opportunità, chiediamo che il Governo la impugni

La bocciatura dell'emendamento sulla doppia preferenza nella ultima seduta del Consiglio Regionale ha avuto un indubbio significato politico sulla resistenza umana e culturale manifestata della maggioranza della assise calabrese rispetto ai temi della democrazia paritaria. Non sono serviti a nulla gli appelli delle associazioni e degli organismi di parità e, forse, i recenti risultati ottenuti alle elezioni europee e amministrative, grazie a questo strumento di riequilibrio nella rappresentanza, hanno spaventato gli uomini invece di stimolarli.
Ma l'approvazione di una legge è, innanzitutto, un atto giuridico, anche se ovviamente frutto di una valutazione politica. Come qualsiasi altra legge, anche quella elettorale deve rispettare i principi costituzionali e le prescrizione che lo Stato impone alle Regioni, nel rispetto delle competenze istituzionali. La politica non è arbitrio, e deve osservare il diritto come qualsiasi altro organismo pubblico.
La Corte Costituzionale ha stabilito in maniera inequivocabile l'immediata applicabilità dell'art. 51 della Costituzione sulla parità di accesso alle cariche elettive, inteso come parametro di legittimità sostanziale di attività amministrative discrezionali, rispetto alle quali si pone come limite. Ma non bastasse questo, la legge 215 del 2012, oltre ad introdurre la doppia preferenza per le elezioni comunali, ha prescritto un vero e proprio obbligo per le Regioni di predisporre, all'interno delle leggi elettorali, "misure che permettano di incentivare l'accesso del genere sottorappresentato alle cariche elettive".
Il Consiglio Regionale ha violato non solo il dettato Costituzionale (e questo già basterebbe!), ma ha disatteso un obbligo prescritto dalla legge, laddove il cronico deficit di rappresentanza femminile, fermo da oltre dieci anni al 4% per cento quando tutto va bene, avrebbe richiesto, invece, che la doppia preferenza fosse accompagnata da altre misure aggiuntive come la presenza minima obbligatoria di donne in lista e l'alternanza delle candidature, come ben ha proposto, infatti, il PD nell'emendamento respinto.
E allora, se il Consiglio Regionale ha disatteso le indicazioni legislative oltre che i precetti Costituzionali, dobbiamo chiedere tutti insieme che il Governo intervenga affinchè questa legge non venga approvata e se del caso che la impugni di fronte alla Corte Costituzionale, affinchè venga stabilito definitivamente se le pari opportunità sono un principio vincolante e imprescindibile del nostro Stato di Diritto oppure un semplice complemento naif, buono per strappare applausi e consensi in campagne elettorale e poi oggetto di sbrigativa e sarcastica bocciatura in sede decisionale.



lunedì 2 giugno 2014

#ledonneprimaditutto

In questi giorni si sta vivendo in una sorta di stato di schizofrenia elettorale, tra il dato delle elezioni europee che ci regala finalmente 29 deputate su 73 parlamentari ( a dispetto delle 10 donne elette solo nel 2009), gli articoli locali sui consigli comunali eletti, pariteticamente composti da uomini e donne e la imminente riforma della legge elettorale regionale in Calabria.
L'ordine del giorno del prossimo consiglio regionale non prevede la discussione della doppia preferenza di genere.
Eppure quei risultati elettorali straordinari, sono tali perchè sia nel sistema elettorale europeo che per le elezioni dei Comuni è prevista la doppia preferenza.
La Calabria ha un meccanismo di promozione della parità d'accesso alla cariche elettive, che definire blando è un eufemismo. Tant'è che nel 2010 non fu eletta nessuna donna in Consiglio Regionale!
Non si può accettare che questo dato si replichi, soprattutto adesso che il numero dei consiglieri è sceso da 50 a 30 e quindi le chances diminuiscono ancora di più.
Non è accettabile che la Calabria debba rimanere fanalino di coda per altri cinque anni  su questioni dove il resto d'Italia e l'Europa marciano invece sempre più velocemente.

Ho letto recentemente sui giornali dichiarazioni secondo cui il prossimo Consiglio Regionale voterà solo l'essenziale, e cioè l'abbassamento del numero dei consiglieri da quaranta a trenta.
Mi piace replicare con una citazione, adattata al caso, tratta dal libro "Il Piccolo Principe" di Saint Exupery: l'essenziale è invisibile agli occhi...
E le donne calabresi in questo momento sono invisibili, ma sono essenziali.
Favorirne la visibilità significa compiere un atto di maturità politica e un esercizio di democrazia.
L'introduzione della doppia preferenza, abbinata alla presenza delle candidate nelle liste in misura non inferiore ad un terzo con una sana alternanza uomo/donna, potrebbe aiutare ad avere una rappresentanza politica nuova che sappia finalmente riconoscere l'essenziale in Calabria.

giovedì 29 maggio 2014

La mia lettera alla Ministra Lanzetta sul taglio ai Fondi delle Consigliere di Parità


Gent.ma Ministra Lanzetta,
conoscendo la attenzione che contraddistingue il Suo lavoro nei confronti del Sud ed, in particolare della Calabria, con questa mia nota vorrei metterLa a conoscenza delle difficoltà in cui lavorano le consigliere di parità.
Come Lei ben sa, la Rete delle consigliere è un organismo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che funziona da coordinamento per le consigliere dei diversi territori (Nazionale, Regionali e Provinciali). E proprio come Rete si sta producendo un documento condiviso che presto sarà inviato ai Ministeri competenti per denunciare il disagio in cui le consigliere operano.
La mia lettera vuole essere, invece, un appello alla Sua sensibilità perché possa prendere a cuore questo importante problema.
Il Codice Pari Opportunità prevede lo stanziamento di un Fondo Nazionale per le attività delle consigliere di parità, che di anno in anno, negli ultimi tempi è stato sistematicamente ridotto. Questo non ha mai impedito, malgrado le crescenti difficoltà, alle consigliere di svolgere i compiti di promozione delle pari opportunità sul lavoro e di lotta alle discriminazioni.
Tuttavia, la situazione oggi è diventata insostenibile. Alla fine del 2013 è circolata una bozza di riparto del Fondo relativo alle risorse per all'anno 2013 (perché si viaggia sempre con un anno di ritardo!) assolutamente inaccettabile, dove alla Calabria venivano assegnati 1.875,87 euro da destinare alle attività di tutte le consigliere, regionali e provinciali, con la previsione di una indennità mensile pari, rispettivamente, a 16 e 12 euro mensili lorde. Il Fondo ammontava a 315.000 euro, di cui oltre l'80 percento veniva riservato alle regioni a statuto speciale.
Dopo essere riuscite a bloccare questo provvedimento in Conferenza Unificata Stato Regioni, ad oggi non si sa più che fine abbia fatto.
Attualmente siamo nella condizione di non conoscere l’eventuale dotazione per l’anno 2013, né i criteri di riparto dello stesso tra le regioni.
Sono preoccupata, cara Ministra, perché fino ad oggi la consigliera di parità, nel nostro territorio, ha rappresentato un punto di riferimento per tutte le donne discriminate sul lavoro, in un contesto di sostanziale inerzia delle politiche territoriali di genere di fronte ad un fenomeno dilagante di disoccupazione femminile, di precariato nella migliore delle ipotesi e quasi sempre di lavoro nero sottopagato. Personalmente ho ricevuto centinaia di casi e grazie alla legittimazione ad agire in giudizio, che è specifica del ruolo che rivesto, ho assistito diverse lavoratrici arrivando a sentenze importanti, di cui ho avuto l'onore di metterLa già a conoscenza.
Ma adesso anche questa azione di tutela viene messa in discussione.
Aldilà degli aspetti economici paradossali che ci sono riservati, per i quali siamo noi le prime lavoratrici ad essere discriminate, quello che oggi sono a denunciare con questa lettera è il sostanziale annientamento allo stato di ogni possibilità di continuare a lavorare. Ho dovuto rinunciare a iscrivere a ruolo due importanti casi di discriminazioni collettive ed una individuale perché il contributo unificato da versare per queste tipologie di cause è di 1800 euro ciascuna! Anche questo a mio avviso è un paradosso, perché le cause di discriminazioni dovrebbero essere, invece, esenti per materia da qualsiasi contribuzione fiscale.
Mi sembra evidente che dietro lo svuotamento delle risorse, si annidi un pericoloso processo culturale di svalutazione del ruolo degli organismi di parità e di conseguenze delle politiche di genere. E questo avviene in un momento storico di grande difficoltà per le donne, nel quale invece la politica, la Bella Politica, dovrebbe capire che queste sono le migliori risorse su cui investire per il futuro della Calabria e di tutto il Paese.
Sono preoccupata, cara Ministra, e per la prima volta condivido pubblicamente questo sentimento perché ripongo fiducia nella Sua figura istituzionale e nella Sua sensibilità di donna calabrese.
Mi auguro che questo appello venga colto per quello che è: non sono con il cappello in mano a chiedere risorse, consapevole delle difficoltà che il Governo affronta in questo momento, ma denuncio un calo di attenzione istituzionale su una questione fondamentale quale quella delle politiche di pari opportunità, chiedendoLe un impegno diretto e concreto per il lavoro delle donne e per quelle calabresi in particolare.
La Consigliera Regionale di Parità
Maria Stella Ciarletta

Pubblicato l'avviso per incentivare tirocini ed assunzioni di donne under 35 con il progetto Welfare to Work in Regione Calabria

E' stato pubblicato, in pre informazione, l' Avviso pubblico per l'occupazione di giovani donne e lo sviluppo della competitività nella Regione Calabria "Azione di Sistema Welfare to Work per le politiche di re-impiego.


L'Avviso pubblico si colloca tra le iniziative di attuazione dell’Asse II Occupabilità del Por Calabria FSE 2007/2013, in particolare dell’Obiettivo Specifico F - Migliorare l’accesso delle donne all’occupazione e ridurre le disparità di genere - Obiettivo Operativo F.1 – Rafforzare i servizi per l’occupabilità e per l’occupazione femminile nei nuovi bacini d’impiego e nei settori dove sono rappresentate le figure manageriali femminili, che prevede tra le varie azioni:
l’erogazione di incentivi alle imprese, nelle forme previste dalla normativa nazionale e regionale, per favorire l’attivazione di nuovi percorsi di inserimento lavorativo in contratti di lavoro a tempo indeterminato per le donne, con priorità ai settori in cui la componente femminile è prevalente e che presentano maggiori condizioni di precariato occupazionale;
la realizzazione di azioni di work experience a carattere regionale ed extraregionale (stage, tirocini, borse di lavoro, etc.);
L’Avviso Pubblico da inoltre attuazione al programma Azione di Sistema Welfare to Work per le politiche di re-impiego, cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Tale iniziativa è realizzata dalla Regione Calabria, di concerto con le cinque province, e l’assistenza tecnica di Italia Lavoro S.p.A.
L’obiettivo dell’Avviso pubblico è quello di promuovere un percorso integrato tirocinio formativo – incentivi all’assunzione per favorire la creazione di nuovo lavoro stabile nel mercato del lavoro calabrese delle giovani donne che non hanno ancora compiuto 35 anni.

martedì 27 maggio 2014

Quote di genere. Così il pubblico si adegua. Male - da la 27ora di oggi


Di seguito il link dell'interessante articolo di Maria Silvia Sacchi pubblicato sul La 27ora di oggi .
Ieri si è tenuto, presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli,  l’incontro "Le quote di genere negli organi di amministrazione e controllo delle società pubbliche: profili giuridici e economici", promosso dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Università degli Studi di Napoli Federico II.
L'incontro ha rappresentato un’occasione di confronto e di analisi sul tema delle quote di genere negli organi di amministrazione e controllo delle società quotate e delle società pubbliche. Sono stati presentati i primi dati di monitoraggio sull’applicazione della Legge n. 120 del 2011 (c.d. Golfo-Mosca) che promuove un'equilibrata presenza di entrambi i generi nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali delle società pubbliche e delle società quotate. 

venerdì 23 maggio 2014

In dirittura d'arrivo il corso in diritto antidiscriminatorio

Si conclude questo fine settimana il corso in diritto antidiscriminatorio organizzato dalla Consigliera di Parità Stella Ciarletta e dal Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli avvocati di Reggio Calabria.
Venerdì pomeriggio e sabato mattina, a Reggio Calabria, nella sala Giuditta Levato del Palazzo del Consiglio regionale, la consigliera Ciarletta, assieme alle avvocate Rosa Lacava e Titty Siciliano, affronteranno il tema della tutela giudiziale ripercorrendo la giurisprudenza che in questi anni si è formata sui casi affrontati e difesi dall'Ufficio della Consigliera di parità della Calabria. 
I lavori saranno coordinati dalla presidente e dalla vice presidente del Comitato pari opportunità avvocate Giusy Alecci e Maria Rita Stilo, e vedranno la partecipazione di oltre settanta professionisti.
In particolare, nella giornata di oggi la Consigliera Ciarletta parlerà di “Divieto di discriminazione e tutela giudiziaria”, seguita dalla avvocata Lacava, che approfondirà gli aspetti della “Legittimazione processuale e rito antidiscriminatorio” portando una serie di cases studies.
Domani, sabato 14 maggio, i lavori riprenderanno con la docenza di Titty Siciliano, avvocata amministrativista, sul tema della tutela in ambito di pubblico impiego dal titolo “Divieto di discriminazione di genere e principi di bilanciamento e ragionevolezza come criteri di buona amministrazione”. La conclusione dei lavori vedrà i corsisti impegnati in una simulazione del processo antidiscriminatorio, nel corso della quale dovranno immaginare l'assistenza legale da fornire in caso di denuncia di discriminazione e discutere in aula le ragioni in favore delle proprie clienti.

lunedì 19 maggio 2014

Seminario di studi sul tema "La riforma della filiazione: prime interpretazioni e prospettive applicative alla luce del d. lgs. 154/2013”



L’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia – sez. di RC organizza in data 20 maggio 2014, alle ore 15:30, presso la sala Giuditta Levato del Consiglio Regionale della Calabria,
il seminario di studi sul tema della
"La riforma della filiazione: prime interpretazioni e prospettive applicative alla luce del d. lgs. 154/2013”, destinata ad avvocati alla tematica

Il convegno, coordinato dall'avvocato Domenico Costantino, inizierà con i saluti dell'avv. Maria Stella Ciarletta, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia – sez. di RC, e avrà come relatori l'avv. Gianfranco Dosi, Presidente nazionale dell'Osservatorio sul diritto di famiglia, e il dott. Giuseppe Crocitta, Direttore Amministrativo del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria.
La conferenza, secondo delibera del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Reggio Calabria, vale il riconoscimento di tre crediti formativi.

venerdì 9 maggio 2014

programma presentazione progetto "DiàLogos" Reggio Calabria 15 maggio 2014


Presentazione del Progetto “Diàlogos - Riconoscere e affrontare il disagio dei ragazzi appartenenti a circuiti ndranghetisti” (Reggio Calabria 15 maggio 2014)



L’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia – sez. di RC organizza in data 15 maggio 2014, alle ore 10:30, presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" di Reggio Calabria,
la conferenza di presentazione dei risultati del Progetto “
Diàlogos - Riconoscere e affrontare il disagio dei ragazzi appartenenti a circuiti ndranghetisti” destinata a docenti e dirigenti delle istituzioni scolastiche della provincia di Reggio Calabria, nonché ad avvocati, magistrati ed operatori sociali, associazioni e soggetti interessati alla tematica de qua.
Tale percorso formativo seminariale - rivolto a docenti, educatori ed operatori sociali - si fonda sull’idea di una scuola quale presidio di legalità e “cerniera” tra gli studenti e le famiglie che vivono le problematiche di appartenenza alla malavita organizzata, e si è svolto attraverso una serie di laboratori di natura esperienziale ed attuati mediante le metodologie e tecniche del lavoro di gruppo, che si sono tenuti tra aprile e dicembre 2013.
Il progetto ha coinvolto le seguenti istituzioni scolastiche: Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" di Reggio Calabria; Istituto d’Istruzione Superiore “R. Piria” di Rosarno (RC); Istituto d’Istruzione Superiore “Boccioni -Fermi” di Reggio Calabria; Istituto d’Istruzione Superiore di Tropea (VV); Istituto Comprensivo di San Luca (RC); Istituto Comprensivo di Siderno-Agnana (RC); Istituto Comprensivo “Falcomatà – Archi” di Reggio Calabria.
La conferenza inizierà con i saluti della Prof.ssa Giuseppina Princi, Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico "L. da Vinci” di RC, proseguendo con le relazioni dell’avv. Maria Stella Ciarletta, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia – sez. di RC, sul tema “Quali soluzioni quando i minori appartengono a circuiti mafiosi: intervento giudiziario o culturale?”e dell’avv. Matilde Giammarco, coordinatrice del progetto, sul tema “Presentazione dei risultati del progetto Diàlogos” e, infine, con gli interventi istituzionali del dott. Federico Cafiero De Raho, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, del dott. Giuseppe Creazzo, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palmi; del dott. Luigi D’alessio, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Locri.
La conferenza, secondo delibera del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Reggio Calabria, vale il riconoscimento di tre crediti formativi, di cui uno in deontologia.

martedì 6 maggio 2014

Inizierà il 9 maggio prossimo a Reggio Calabria il corso formativo in diritto antidiscriminatorio

La consigliera regionale di Parità Maria Stella Ciarletta informa che venerdì prossimo 9 maggio, alle ore, 15, nella sala Monteleone del Consiglio regionale di Reggio Calabria, inizierà il corso in diritto antidiscriminatorio.
Il percorso formativo, organizzato dalla consigliera Ciarletta e dal Comitato Pari opportunità dell'Ordine degli avvocati di Reggio Calabria, sotto il patrocinio del Consiglio nazionale forense, si articolerà in tre moduli, ciascuno della durata di sei ore. 
“Esperti del settore – spiega Ciarletta - approfondiranno il tema delle discriminazioni di genere nel mondo del lavoro e della politica, anche sotto il profilo della tutela normativa e processuale, con un particolare sguardo ai casi di discriminazione che hanno fatto giurisprudenza in Calabria. La lotta alle discriminazioni è una prerogativa esclusiva delle consigliere di parità e la volontà di organizzare questo corso è nata dal desiderio comune degli organizzatori di approfondire una parte del diritto del lavoro che riguarda le donne. Negli ultimi anni – evidenzia la consigliera regionale di parità - ho assistito sempre più lavoratrici discriminate per motivi legati alla maternità e quasi sempre il Tribunale ci da ragione, con sentenze importanti di condanna dei datori di lavoro ma soprattutto di affermazione dei diritti. Tutto questo conferma come la tutela discriminatoria sia uno strumento fondamentale per la promozione delle pari opportunità e debba essere conosciuto al meglio dagli avvocati che intendano difendere le donne. Pertanto – ha detto infine la consigliera Ciarletta – ho inteso coinvolgere attivamente anche gli uffici della direzione regionale del Lavoro e dell'Inail Calabria per estendere la formazione anche ai referenti territoriali dei predetti organismi su tali temi e avere un confronto diretto sulle diverse modalità di intervento in caso di denunce da parte di tutte le istituzioni competenti”.

http://www.avvocatireggiocalabria.it/NotizieOrdine/Eventi/Eventi.asp?D=09/05/2014#