lunedì 19 maggio 2014

Seminario di studi sul tema "La riforma della filiazione: prime interpretazioni e prospettive applicative alla luce del d. lgs. 154/2013”



L’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia – sez. di RC organizza in data 20 maggio 2014, alle ore 15:30, presso la sala Giuditta Levato del Consiglio Regionale della Calabria,
il seminario di studi sul tema della
"La riforma della filiazione: prime interpretazioni e prospettive applicative alla luce del d. lgs. 154/2013”, destinata ad avvocati alla tematica

Il convegno, coordinato dall'avvocato Domenico Costantino, inizierà con i saluti dell'avv. Maria Stella Ciarletta, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia – sez. di RC, e avrà come relatori l'avv. Gianfranco Dosi, Presidente nazionale dell'Osservatorio sul diritto di famiglia, e il dott. Giuseppe Crocitta, Direttore Amministrativo del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria.
La conferenza, secondo delibera del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Reggio Calabria, vale il riconoscimento di tre crediti formativi.

venerdì 9 maggio 2014

programma presentazione progetto "DiàLogos" Reggio Calabria 15 maggio 2014


Presentazione del Progetto “Diàlogos - Riconoscere e affrontare il disagio dei ragazzi appartenenti a circuiti ndranghetisti” (Reggio Calabria 15 maggio 2014)



L’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia – sez. di RC organizza in data 15 maggio 2014, alle ore 10:30, presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" di Reggio Calabria,
la conferenza di presentazione dei risultati del Progetto “
Diàlogos - Riconoscere e affrontare il disagio dei ragazzi appartenenti a circuiti ndranghetisti” destinata a docenti e dirigenti delle istituzioni scolastiche della provincia di Reggio Calabria, nonché ad avvocati, magistrati ed operatori sociali, associazioni e soggetti interessati alla tematica de qua.
Tale percorso formativo seminariale - rivolto a docenti, educatori ed operatori sociali - si fonda sull’idea di una scuola quale presidio di legalità e “cerniera” tra gli studenti e le famiglie che vivono le problematiche di appartenenza alla malavita organizzata, e si è svolto attraverso una serie di laboratori di natura esperienziale ed attuati mediante le metodologie e tecniche del lavoro di gruppo, che si sono tenuti tra aprile e dicembre 2013.
Il progetto ha coinvolto le seguenti istituzioni scolastiche: Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" di Reggio Calabria; Istituto d’Istruzione Superiore “R. Piria” di Rosarno (RC); Istituto d’Istruzione Superiore “Boccioni -Fermi” di Reggio Calabria; Istituto d’Istruzione Superiore di Tropea (VV); Istituto Comprensivo di San Luca (RC); Istituto Comprensivo di Siderno-Agnana (RC); Istituto Comprensivo “Falcomatà – Archi” di Reggio Calabria.
La conferenza inizierà con i saluti della Prof.ssa Giuseppina Princi, Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico "L. da Vinci” di RC, proseguendo con le relazioni dell’avv. Maria Stella Ciarletta, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia – sez. di RC, sul tema “Quali soluzioni quando i minori appartengono a circuiti mafiosi: intervento giudiziario o culturale?”e dell’avv. Matilde Giammarco, coordinatrice del progetto, sul tema “Presentazione dei risultati del progetto Diàlogos” e, infine, con gli interventi istituzionali del dott. Federico Cafiero De Raho, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, del dott. Giuseppe Creazzo, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palmi; del dott. Luigi D’alessio, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Locri.
La conferenza, secondo delibera del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Reggio Calabria, vale il riconoscimento di tre crediti formativi, di cui uno in deontologia.

martedì 6 maggio 2014

Inizierà il 9 maggio prossimo a Reggio Calabria il corso formativo in diritto antidiscriminatorio

La consigliera regionale di Parità Maria Stella Ciarletta informa che venerdì prossimo 9 maggio, alle ore, 15, nella sala Monteleone del Consiglio regionale di Reggio Calabria, inizierà il corso in diritto antidiscriminatorio.
Il percorso formativo, organizzato dalla consigliera Ciarletta e dal Comitato Pari opportunità dell'Ordine degli avvocati di Reggio Calabria, sotto il patrocinio del Consiglio nazionale forense, si articolerà in tre moduli, ciascuno della durata di sei ore. 
“Esperti del settore – spiega Ciarletta - approfondiranno il tema delle discriminazioni di genere nel mondo del lavoro e della politica, anche sotto il profilo della tutela normativa e processuale, con un particolare sguardo ai casi di discriminazione che hanno fatto giurisprudenza in Calabria. La lotta alle discriminazioni è una prerogativa esclusiva delle consigliere di parità e la volontà di organizzare questo corso è nata dal desiderio comune degli organizzatori di approfondire una parte del diritto del lavoro che riguarda le donne. Negli ultimi anni – evidenzia la consigliera regionale di parità - ho assistito sempre più lavoratrici discriminate per motivi legati alla maternità e quasi sempre il Tribunale ci da ragione, con sentenze importanti di condanna dei datori di lavoro ma soprattutto di affermazione dei diritti. Tutto questo conferma come la tutela discriminatoria sia uno strumento fondamentale per la promozione delle pari opportunità e debba essere conosciuto al meglio dagli avvocati che intendano difendere le donne. Pertanto – ha detto infine la consigliera Ciarletta – ho inteso coinvolgere attivamente anche gli uffici della direzione regionale del Lavoro e dell'Inail Calabria per estendere la formazione anche ai referenti territoriali dei predetti organismi su tali temi e avere un confronto diretto sulle diverse modalità di intervento in caso di denunce da parte di tutte le istituzioni competenti”.

http://www.avvocatireggiocalabria.it/NotizieOrdine/Eventi/Eventi.asp?D=09/05/2014#

giovedì 27 marzo 2014

Siglato oggi presso la Direzione Regionale INAIL per la Calabria un importante Protocollo di intesa riguardante il rispetto delle pari opportunità suoi luoghi di lavoro.

Siglato oggi presso la Direzione Regionale INAIL per la Calabria un importante Protocollo di intesa riguardante il rispetto delle pari opportunità suoi luoghi di lavoro.

Oggi presso la Direzione Regionale INAIL per la Calabria a Catanzaro è stato siglato un Protocollo di intesa riguardante le iniziative da porre in essere al fine di garantire una maggiore sicurezza sul lavoro senza disparità di genere.
L’accordo, il primo a livello regionale, è stato sottoscritto dal Direttore Regionale Reggente - Dr.ssa Daniela Petrucci- e la Consigliera di Parità Regionale – avv. Maria Stella Ciarletta.

La firma del documento rappresenta l’inizio delle attività che a breve saranno svolte e che riguarderanno la ricerca di strategie comuni per raggiungere un sistema di prevenzione che tenga conto delle differenze di genere. In tale ambito, sono previste attività di formazione ed informazione e, soprattutto, la valorizzazione delle norme che sostengono sia le azioni positive che la cultura del rispetto interpersonale, per condannare ogni forma di molestia sessuale e morale.
“ È con grande soddisfazione che ho deciso di sottoscrivere questo accordo - afferma il Direttore Regionale dell’INAIL - dr.ssa Daniela Petrucci - “ perché rappresenta un importante iniziativa per la proposizione di azioni positive condivise, non solo per rafforzare la sicurezza sui posti di lavoro ma anche per il rispetto delle pari opportunità. Infatti, ho sempre combattuto le discriminazioni di genere ritenendo che le differenze tra uomo e donna siano una risorsa ed un valore aggiunto anche nel mondo del lavoro”.

La Consigliera di Parità Regionale- avv. Maria Stella Ciarletta - ha affermato : “ Il protocollo d’intesa con l’INAIL lo ritengo una delle iniziative più interessanti necessarie per combattere il disagio personale e sociale derivante dalle discriminazioni nel mondo del lavoro, soprattutto nei confronti delle donne, non più accettabili in un paese civile e sempre più edotto culturalmente”.

mercoledì 12 marzo 2014

Di cosa parliamo quando parliamo di quote rosa...

Mentre assistiamo in tempo reale alla votazione della legge elettorale alla Camera prima, e al Senato ora, attorno all'Italicum si è scatenata l'opinione pubblica sulle cosiddette "quote rosa". Come diceva Moretti, le parole sono importanti e se cominciamo già con un linguaggio stereotipato siamo messi male. Siamo di fronte ad un tentativo, neanche tanto mal celato, di sminuire la questione, farla apparire di parte, storicamente superata, o come mi sento dire certe volte "femminista"! Ogni testata giornalistica ha il suo sondaggio on line con la domanda di rito "secondo te c'è bisogno delle quote rosa o le donne devono dimostrare il loro merito da sole?", imponendo già nella richiesta una alternativa tra il merito e una giusta rappresentanza dei generi.
E qua sta la disonestà intellettuale di questo ragionamento.
Tant'è che prevalgono i no, le donne devono andare avanti per merito rispondono i lettori on line.
La questione della rappresentanza femminile in politica, o meglio della sotto rappresentanza, è reale, sotto gli occhi di tutti, basta volgere lo sguardo non troppo lontano verso la composizione delle nostre assise, il Consiglio Regionale, in primis e i vari consigli comunali dopo. Donne a capo di Comuni pochissime, tant'è che ancora oggi fanno notizia e si contano sulle dita di una mano.
Ma il merito ed una rappresentanza paritaria non sono principi contraddittori, bensì complementari. Soprattutto con una legge elettorale che prevede liste bloccate su circoscrizioni ridotte, dove probabilmente verrà eletto solo il candidato capo lista, data la minore dimensione territoriale.
Si potrebbe arrivare al paradosso che verranno candidate le migliori donne per merito (e questo augurio vale molto di più per i candidati maschi! sic!), ma altri per loro (il partito? il segretario? le alleanze?) decideranno che non saranno capolista e non verranno elette. Niente di nuovo sotto il sole.
Allora capovolgiamo il ragionamento del paradosso del merito e domando a tutti voi: se il merito deve essere il criterio di selezione dei candidati alle elezioni politiche, un criterio valido paritariamente per donne e uomini, una volta esclusa la preferenza, che sarebbe stata l'unica arma per le candidate per dimostrare il proprio peso elettorale, perchè non si deve partire tutti dalla stessa linea di start con l'alternanza uomo/donna dei capilista? Perchè tra pari candidati meritevoli alcuni (gli uomini) devono avere la garanzia, o quantomeno ottime possibilità di essere eletti a priori e le candidate donne devono partecipare con minori chance? Non lo so perchè, ma a me queste sembrano proprio quote azzurre... o no?