Inizia una stagione carica di impegni per la promozione delle politiche di pari opportunità – dichiara la consigliera regionale di parità Stella Ciarletta in occasione dell'08 marzo - con la approvazione di importanti provvedimenti a livello nazionale in materia di riforma della Pubblica Amministrazione e politiche di conciliazione.
Infatti, il ministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, e il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, hanno firmato la direttiva che detta le Linee guida sulle modalità di funzionamento dei 'Comitati unici di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni', più semplicemente Cug.
I Cug, introdotti dall'articolo 21 della legge 183 del 2010, il cosiddetto 'collegato Lavoro', assumono, unificandole, tutte le funzioni che la legge, i contratti collettivi e altre disposizioni attribuiscono ai Comitati per le pari opportunità e ai comitati paritetici sul fenomeno del mobbing, fino a oggi operanti presso le pubbliche amministrazioni. Si tratta di un intervento di semplificazione e razionalizzazione che risponde all'esigenza di garantire maggiore efficacia ed efficienza nell'esercizio delle funzioni alle quali il nuovo organismo è preposto.
La direttiva è stata firmata lo scorso 4 marzo all'indomani del parere positivo espresso dalla Conferenza unificata ed è attualmente in corso di registrazione da parte dei competenti organi di controllo.
L'entrata in vigore di questa norma manda in pensione i Comitati Pari Opportunità e avvia una nuova fase di costruzione dei nuovi organismi, nel corso della quale le Pubbliche Amministrazioni saranno affiancate dai Dipartimenti Funzione Pubblica e Pari Opportunità oltre che dall'Ufficio della Consigliera Nazionale di Parità.
In questi giorni il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha presentato alle parti sociali una bozza di documento contenente linee guida finalizzate a favorire la conciliazione tra tempo di lavoro e tempo di famiglia, attraverso la modulazione e la flessibilità dell’orario di lavoro, che ,se approvato, introdurrà importanti strumenti in favore del lavoro femminile.
Tra le novità, l'impiego del telelavoro in alternativa ai congedi facoltativi o al congedo parentale, orari flessibili nei primi tre anni di vita del bambino, trasformazione temporanea del rapporto di lavoro dal tempo pieno a quello parziale per i primi cinque anni di vita del bambino, impegno ad assegnare la lavoratrice che rientri dalla maternità a mansioni che non vanifichino la professionalità e l'esperienza acquisite, concessione di permessi non retribuiti al dipendente in caso di malattia del figlio entro i primi otto anni di vita, istituzione e possibilità di ricorso alla banca delle ore, costituzione di asili nido aziendali, possibilità di usufruire di orario di lavoro concentrato, inteso come orario continuato dei propri turni giornalieri.
Insomma c'è solo da rimboccarsi le maniche e lavorare, ancora più di prima, per rendere operativi questi nuovi strumenti e potenziare, così, le politiche attive in favore del lavoro femminile in Calabria.
martedì 8 marzo 2011
domenica 6 marzo 2011
lunedì 28 febbraio 2011
Riforma legge elettorale e rappresentanza di genere
Il dibattito sulla necessità o meno di una riforma della legge elettorale in Calabria, apertosi a seguito della proposta del Presidente della Regione On.le Giuseppe Scopelliti di introdurre le cd. liste bloccate, rappresenta una nuova occasione per parlare di rappresentanza democratica anche dal punto di vista di genere.
Non si può che condividere la preoccupazione di una patologia del consenso nel nostro territorio, l'esigenza di parlarne a inizio legislatura è indicativa della gravità della situazione e della condivisibile preoccupazione per il futuro: una società senza un libero consenso è potenzialmente debole e aggredibile da strategie illegali, pertanto, il ragionamento del Presidente porta ad affermare la necessità di adottare uno strumento forte quale la blindatura del consenso per un periodo delimitato di tempo (due mandati?) al fine di traghettare la Calabria verso la piena democrazia.
Nessuno apprezza le liste bloccate come principio, soprattutto quando la preferenza gli da ragione, e l'aver individuato nella privazione della scelta attiva del candidato uno strumento macchiavellico per il raggiungimento del proprio fine mi fa tornare in mente le obiezioni che, a un simile ragionamento fatto in sede di precedente legislatura sul tema delle cd. quote rosa, tutte le parti politiche sollevavano immediatamente.
Quando, insieme alle rappresentanti degli organismi di parità, dell'associazionismo femminile e la società civile, chiedevamo l'introduzione di una presenza paritetica di candidate e candidati nelle liste abbinata alla doppia preferenza, ci fu una trasversale levata di scudi. Ci è stato obiettato che nessuno ostacolo si frappone alla piena partecipazione delle donne alla vita politica, che si candidassero pure, non c'era bisogno di forzare la mano con prescrizioni nei confronti dei partiti, questi avrebbero liberamente promosso la rappresentanza di genere.
Era esattamente un anno fa, abbiamo promosso petizioni on line, coinvolto consiglieri regionali, rilasciato interviste, organizzato dibattiti pubblici: la doppia preferenza ebbe otto voti favorevoli e diversi commenti, fuori microfono, di scherno in aula.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti, 50 consiglieri regionali uomini, nessuna rappresentante femminile.
Anche questa è una emergenza democratica, On.le Presidente, perchè se oltre la metà della popolazione calabrese non trova accesso agli scranni regionali significa che l'attuale meccanismo del consenso non riesce a coinvolgerle, forse troppo sbilanciato su reti di relazione estranee alla mentalità femminile, dove i partiti sono disattenti ai cambiamenti della società civile, alle istanze di quella parte giovane della Calabria che vorrebbe partecipare, dare il proprio contributo, con modalità diverse, innovative e forse anche più “pulite”.
Se di emergenza democratica in Calabria si deve parlare, allora, che se ne parli con onestà intellettuale, e qualora fosse necessario introdurre dei correttivi legislativi questi devono ricomprendere la questione femminile, così come già fatto da tante altre regioni italiane, per uscire da questo medioevo politico, dove le donne sono il principale bacino elettorale ma prive della possibilità di espletare personalmente la propria volontà.
Se le liste bloccate devono garantire la presenza di candidature limpide, qualitativamente superiori, allora è proprio sulle donne che bisogna scommettere, altrimenti si corre il rischio ben più grave di escludere definitavamente le stesse dallo scenario politico calabrese.
Si configurerebbe l'ipotesi di partiti, che non avendo nessuno obbligo in tal senso, candiderebbero pochissime donne in posizioni non “utili” a piè di lista (come tra l'altro successo nell'ultima tornata elettorale dove trasversalmente partiti di maggioranza e non hanno candidato anche solo una donna per lista!) solo ed esclusivamente per facciata e ci ritroveremmo per i prossimi 15 anni senza rappresentanza femminile.
Questo scenario spaventa e demotiva quella parte importante della società che crede ancora nella possibilità del cambiamento, e in particolare le donne che si allontanerebbero sempre di più dalla politica con gran nocumento alla vita istituzionale e alla crescita della Calabria.
La Consigliera Regionale di Parità
Stella Ciarletta
Non si può che condividere la preoccupazione di una patologia del consenso nel nostro territorio, l'esigenza di parlarne a inizio legislatura è indicativa della gravità della situazione e della condivisibile preoccupazione per il futuro: una società senza un libero consenso è potenzialmente debole e aggredibile da strategie illegali, pertanto, il ragionamento del Presidente porta ad affermare la necessità di adottare uno strumento forte quale la blindatura del consenso per un periodo delimitato di tempo (due mandati?) al fine di traghettare la Calabria verso la piena democrazia.
Nessuno apprezza le liste bloccate come principio, soprattutto quando la preferenza gli da ragione, e l'aver individuato nella privazione della scelta attiva del candidato uno strumento macchiavellico per il raggiungimento del proprio fine mi fa tornare in mente le obiezioni che, a un simile ragionamento fatto in sede di precedente legislatura sul tema delle cd. quote rosa, tutte le parti politiche sollevavano immediatamente.
Quando, insieme alle rappresentanti degli organismi di parità, dell'associazionismo femminile e la società civile, chiedevamo l'introduzione di una presenza paritetica di candidate e candidati nelle liste abbinata alla doppia preferenza, ci fu una trasversale levata di scudi. Ci è stato obiettato che nessuno ostacolo si frappone alla piena partecipazione delle donne alla vita politica, che si candidassero pure, non c'era bisogno di forzare la mano con prescrizioni nei confronti dei partiti, questi avrebbero liberamente promosso la rappresentanza di genere.
Era esattamente un anno fa, abbiamo promosso petizioni on line, coinvolto consiglieri regionali, rilasciato interviste, organizzato dibattiti pubblici: la doppia preferenza ebbe otto voti favorevoli e diversi commenti, fuori microfono, di scherno in aula.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti, 50 consiglieri regionali uomini, nessuna rappresentante femminile.
Anche questa è una emergenza democratica, On.le Presidente, perchè se oltre la metà della popolazione calabrese non trova accesso agli scranni regionali significa che l'attuale meccanismo del consenso non riesce a coinvolgerle, forse troppo sbilanciato su reti di relazione estranee alla mentalità femminile, dove i partiti sono disattenti ai cambiamenti della società civile, alle istanze di quella parte giovane della Calabria che vorrebbe partecipare, dare il proprio contributo, con modalità diverse, innovative e forse anche più “pulite”.
Se di emergenza democratica in Calabria si deve parlare, allora, che se ne parli con onestà intellettuale, e qualora fosse necessario introdurre dei correttivi legislativi questi devono ricomprendere la questione femminile, così come già fatto da tante altre regioni italiane, per uscire da questo medioevo politico, dove le donne sono il principale bacino elettorale ma prive della possibilità di espletare personalmente la propria volontà.
Se le liste bloccate devono garantire la presenza di candidature limpide, qualitativamente superiori, allora è proprio sulle donne che bisogna scommettere, altrimenti si corre il rischio ben più grave di escludere definitavamente le stesse dallo scenario politico calabrese.
Si configurerebbe l'ipotesi di partiti, che non avendo nessuno obbligo in tal senso, candiderebbero pochissime donne in posizioni non “utili” a piè di lista (come tra l'altro successo nell'ultima tornata elettorale dove trasversalmente partiti di maggioranza e non hanno candidato anche solo una donna per lista!) solo ed esclusivamente per facciata e ci ritroveremmo per i prossimi 15 anni senza rappresentanza femminile.
Questo scenario spaventa e demotiva quella parte importante della società che crede ancora nella possibilità del cambiamento, e in particolare le donne che si allontanerebbero sempre di più dalla politica con gran nocumento alla vita istituzionale e alla crescita della Calabria.
La Consigliera Regionale di Parità
Stella Ciarletta
domenica 27 febbraio 2011
domenica 20 febbraio 2011
venerdì 18 febbraio 2011
Stella Ciarletta componente Commissione Pari Opportunità del CNF

L'avv. Stella Ciarletta è stata nominata componente della nuova Commissione per le Pari Opportunità presso il Consiglio Nazionale Forense.
La Commissione è composta da otto avvocate chiamate a rappresentare tutto il territorio nazionale ed è presieduta dall'avv. Susanno Pisano, eletta consigliera nazionale in occasione dell'ultimo rinnovo del CNF.
L'avv. Ciarletta rappresenterà la Calabria e, grazie anche al suo impegno come Consigliera Regionale di Parità, continuerà il lavoro in favore delle pari opportunità anche presso gli Ordini Professionali.
"Sono orgogliosa di avere l'opportunità di lavorare in un così prestigioso organismo- dichiara Stella Ciarletta -, per implementare le azioni in favore delle donne e entrare in sinergia con bravissime colleghe di tutta Italia. In occasione della prima riunione, tenutasi a Roma il 09 febbraio scorso, la Commissione ha proceduto a fissare il programma di attività per il 2011: innanzitutto, in occasione del VI Congresso Giuridico per l'aggiornamento forense, organizzato dal CNF dal 17 al 19 marzo a Roma, si terrà un tavolo di lavoro dedicato al tema della “Rappresentanza femminile nell'avvocatura”, coordinato dalla Presidente della Commissione avv. Susanna Pisano, al quale sono state invitate a partecipare tutte le avvocate impegnate con ruoli di vertice nei Consigli degli Ordini territoriali e nelle Unioni Regionali. Tale incontro rappresenterà l'occasione per presentare la nuova Commissione e discutere dei problemi comuni e anche dei risultati e le iniziative avviate presso i vari Comitati PO presenti a livello locale".
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