sabato 1 marzo 2008

Ci manca De Mita

Sono in attesa. Ogni giorno, anzi più volte al giorno, consulto i siti delle agenzie di stampa, il sito nazionale del PD e anche quello regionale. Niente.
Nessun annuncio sulla lista per la Camera dei Deputati. Solo qualche vignetta dalla grafica un pò naif.
Purtoppo il lavoro mi costringe a star fuori dalla Calabria per molto tempo e quindi non ho la possibilità di partecipare agli incontri, che immagino numerosi, per la definizione delle liste.
Veltroni non perde occasione per fare annunci sulle nomine (definirle candidature mi sembra un pò eccessivo) nelle liste alla camera dei deputati di tanti giovani. Industriali, precari, ricercatrici, ecc. Dal Piemonte al Lazio, dalla Campania al Veneto.
Ma sulla Calabria è calato il silenzio. Almeno per la Camera dei Deputati.
Vuoi vedere, ho pensato, che per il fatto che non abbiamo un De Mita locale non avremo volti nuovi in lista? Vuoi vedere che ci ritroveremo nelle posizioni utili tutti gli uscenti?
Poi, ripensandoci, dico no non possono far finta di ignorare l'interesse dei giovani verso il PD, verso il cambiamento della politica che sta determinando.
No, non commetteranno questo errore. Non potranno, chi decide, dire che in Calabria non siamo maturi per certi cambiamenti, che la strategia impone scelte oculate. Che bisogna candidare i portatori di voti. No non arriveranno a tanto.
Ne sono convinto. Io putroppo, pur avendo qualche capacità, so di non poter aspirare a far parte della lista: ho già compituo 45 anni!

Antonello



L'email della prossima generazione? Puoi averla con la nuova Yahoo! Mail

mercoledì 27 febbraio 2008

Vogliamo anche le rose - Il nuovo film di Alina Marazzi

Anita, Teresa e Valentina non si sono mai incontrate. Hanno vissuto nell'Italia degli anni sessanta e settanta, in età diverse e in città lontane. Ma le loro storie vere, riportate in diari privati, sono in un'ideale continuità, testimonianza di lotte famigliari e politiche, personali e collettive, per affermare autonomia, identità e diritti in un Paese patriarcale.

Nel 1964, Anita è un'adolescente, ragazza brava di una famiglia bene. E' timida e riflessiva. Spesso si chiude nella stanza notturna e confessa al suo diario tutto il suo senso di inadeguatezza e fragilità. "Ci ha invitati la famiglia di sotto: questa sera devo andare per la prima volta a ballare! Ho una fifa maledetta, mal di stomaco eccetera. Quanti anni ho?? Quasi diciassette!! … e invece sono stata coraggiosissima!".
Mentre fuori dall'appartamento borghese della Milano bene, i suoi coetanei iniziano a fare esperienza di autonomia e rivolta, lei si chiude e fa i conti con i dettami di una cultura borghese, autoritaria e moralista. Anita vorrebbe scoprire l'amore e il sesso, ma l'educazione che le hanno impartito la blocca inibendole una piena e consapevole esperienza del suo corpo e della sua vita.

Teresa invece l'amore e il sesso li ha già scoperti, e a soli vent'anni è rimasta incinta. Cosa fare? Come gestire una gravidanza indesiderata in una cultura meridionale quale quella della sua famiglia? "Per un'altra donna questo momento poteva essere di grande felicità. Ma non per me. Per me è la tragedia. Per me è la fine. Penso solo a mio padre, a mia madre, e che sarebbe meglio morire". Teresa decide di abortire, e così il diritto per cui si stava battendo insieme alle compagne del collettivo non è più uno slogan ma diventa parte della sua vita, visto che l'aborto nel '76 è illegale. Lascia il suo paese nel Sud e va a Roma: maestosa, straniante e ora nemica, sfila nelle sue strade rumorose e nei palazzi fitti. Teresa farà esperienza di un aborto clandestino, consumato in una stanza anonima, su di un lettino gelido, da un ginecologo sconosciuto. Riporterà sulle pagine del diario i sentimenti e le riflessioni di una pratica che da lì a poco diventerà un diritto, per lei non più astratto.

Valentina a Roma c'è nata, ci vive e opera da militante femminista, attiva nei circoli e collettivi, ben nota al "Governo Vecchio". Vive i suoi trent'anni intensamente, mettendo sempre in relazione il "personale con il politico", cercando di trovare un equilibrio possibile tra le muse del separatismo e una piena e condivisa storia d'amore con uomo. Una sera è con il suo Francesco, finalmente intimi, ma una telefonata la distoglie: un commando di compagne ha gambizzato un ginecologo. Deve correre, sperando di trovare al ritorno la sua storia d'amore ad aspettarla.
Ma Valentina è consapevole che questo grande periodo conflittuale di lotte e passioni. politica e sesso, sta finendo perchè, come scrive sul suo diario: "Siamo sconfitti, uomini e donne, dopo il '77 e penso che i veri effetti saranno lenti a insediarsi nelle nostre coscienze".

Queste tre donne non si conoscono, ma la loro testimonianza ha una ugual tensione e si muove, inconsapevole, in un'unica direzione: un sommovimento generazionale che ha preso le singole e private concezioni della vita e del mondo e le ha fuse in una visione collettiva e pubblica. I 20 anni che hanno cambiato la vita di ognuno di noi.

NOTE DELLA REGISTA

Il film immagina gli eventi narrati nei diari ricorrendo a materiali di repertorio dell'epoca, accostandoli, forzandoli ed esaltandoli in una libera interpretazione che vuole andare al di là della ricostruzione storica per cogliere il più possibile tutta la verità emotiva e esistenziale di cui la storia è fatta.
Fotografie, fotoromanzi, filmini di famiglia, inchieste e dibattiti televisivi, film indipendenti e sperimentali, riprese militanti e private, pubblicità, musiche e animazioni d'epoca e originali, oltre ai tre diari privati, sono la stratificazione visiva e sonora su cui riscrivere una storia del passato recente alla luce di un futuro incerto.
Ho voluto ripercorrere la storia delle donne tra la metà degli anni 60 e la fine degli anni 70 per metterla in relazione, a partire dal 'caso italiano', con il nostro presente globale, conflittuale e contraddittorio. Con l'intenzione di offrire uno spunto di riflessione su temi ancora oggi parzialmente irrisolti o addirittura platealmente rimessi in discussione. Dove sono approdate oggi queste donne? Che tipo di coscienza hanno di sè, quali sono ancora i traguardi da raggiungere, i desideri da esaudire? Come vivono le loro relazioni affettive, l'amore, la maternità?
Di quanto esigeva il celebre slogan "Vogliamo il pane, ma anche le rose", con cui nel 1912 le operaie tessili marcarono con originalità la loro partecipazione a uno sciopero di settimane nel Massachusetts, forse il necessario, il pane, è oggi dato per acquisito. Ma le donne si sono battute per un mondo che desse spazio anche alla poesia delle rose. Ed è una battaglia più che mai attuale.

domenica 24 febbraio 2008

Lunedì 25 febbraio 2008 - III Tavolo Tecnico PO Calabria

Lunedì 25 febbraio prossimo, alle ore 11, presieduto dalla consigliera di Parità Maria Stella Ciarletta, si riunirà, nell’ufficio di Catanzaro, il Tavolo tematico di lavoro con le associazioni femminili iscritte all’albo regionale in materia Pari opportunità e politiche di genere.
“Su delega del presidente Agazio Loiero - ha detto Stella Ciarletta -, nel quadro dell’anno europeo per le Pari opportunità, abbiamo inteso promuovere la divulgazione e l’adozione da parte delle amministrazioni pubbliche locali della “Carta europea per l’uguaglianza e le parità delle donne e degli uomini nella vita locale” elaborata dall'Aiccre, sezione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni europee”. Secondo la consigliere Ciarletta “l’adozione di questo documento da parte delle amministrazioni locali, rappresenta una affermazione esplicita in materia di parità tra uomini e donne”.
Pertanto, è stato elaborato un piano d'intervento per le Pari opportunità in Calabria, presentato ufficialmente lo scorso ottobre 2007. Dopodiché, alla presenza della vicepresidente dell’Aiccre, Maria Teresa Coppogavazzi, la Regione ha sottoscritto la “Carta europea per l'uguaglianza e le parità delle donne e degli uomini nella vita locale”.
“Un atto - ha evidenziato Stella Ciarletta - che ha rappresentato un momento di avvio di un percorso partecipato, avente come tappa finale l’elaborazione di un progetto di legge regionale in materia di politiche di genere. Perciò, ritenendo che tale percorso debba essere condotto in maniera da assicurare che i principi che ispirano il documento vengano pienamente recepiti e concretamente applicati in tutti i settori della società, abbiamo già tenuto una serie di incontri preliminari con le amministrazioni pubbliche locali e i soggetti del partenariato economico e sociale e, il prossimo, con le associazioni femminili”.

Petizione di LIBERADONNA - sottoscrivila anche sul www.liberadonna.it

A: Veltroni, Bertinotti e tutti i dirigenti del centro-sinistra

PRIME FIRMATARIE: Simona Argentieri, Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Cristina Comencini, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Valeria Parrella, Lidia Ravera, Rossana Rossanda, Elisabetta Visalberghi


Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti, ora basta! L'offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza. Con l'oscena proposta di moratoria dell'aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere. Lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate – hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l'autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze. Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l'obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l'accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l'insegnamento dell'educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro). Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.


PRIME FIRMATARIE: Simona Argentieri, Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Cristina Comencini, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Valeria Parrella, Lidia Ravera, Rossana Rossanda, Elisabetta Visalberghi

sabato 24 novembre 2007

Le consigliere regionali di Parità Ciarletta e Lucchetti a Roma per la manifestazione contro la violenza nei confronti delle donne

La consigliera regionale di Parità Stella Ciarletta e la supplente Tommasina Lucchetti aderiscono alla manifestazione nazionale contro la violenza nei confronti delle donne che si terrà a Roma sabato prossimo 24 novembre. Le consigliere lanciano, altresì, un appello rivolgendosi a tutti gli organismi di parità sul territorio affinché partecipino alla manifestazione. "La recente approvazione in commissione Giustizia della Camera dello stralcio di disegno di legge sul fenomeno del cosiddetto stalking e sulla omofobia - afferma la consigliera Ciarletta - rappresenta il giro di boa del Governo sul tema della violenza alle donne. Ci auguriamo che il testo, che rappresenta il nucleo di un più grande disegno di legge, venga approvato in occasione della manifestazione, così che alla gesto simbolico della sfilata nella capitale si affianchi quello decisivo dell'intervento legislativo". "In questo caso - aggiunge Stella Ciarletta - lo stalking, cioè quella serie di comportamenti persecutori reiterati e molesti cha arrecano alla vittima disagio e timore per la propria sicurezza, diventerà definitivamente reato ai sensi del codice penale, punito con la reclusione da 4 mesi a 6 anni, ma le pena aumenterà in caso di recidiva o se la vittima è un minore. Malgrado in generale sia richiesta la querela, si potrà procedere d'ufficio qualora le minacce siano gravi. Ritengo che l'intervento legislativo non fosse più rinviabile. Quasi quotidianamente le donne si rivolgono al nostro ufficio per avere assistenza, ascolto o più semplicemente informazioni e siamo costrette a dire loro, nostro malgrado, che se il loro ex si apposta tutte le sere sotto casa o intasa loro il cellulare di sms non siamo di fronte ad ipotesi di reato". Dai dati di una recente indagine Istat emerge una fotografia preoccupante: 2 milioni e 77mila donne avrebbero subito nella loro comportamenti persecutori che le hanno particolarmente spaventate. Se poi si considera che quasi il 50% delle donne vittime di violenza fisica o sessuale da un ex partner aveva subito in precedenza stalking il cerchio si chiude. Dal canto suo, la Regione Calabria si è dotata proprio quest'anno di una legge regionale per "la promozione ed il sostegno dei centri antiviolenza e delle case di accoglienza per donne in difficoltà" . La legge regionale n. 20 del 21 agosto 2007 prevede, infatti, all'articolo 3 il finanziamento di progetti antiviolenza presentati da enti locali e associazioni al fine di sostenere le attività delle case di accoglienza e dei centri antiviolenza. A tal fine, l'articolo 11 prevede anche che la Regione Calabria conceda ai Comuni che ne facciano richiesta contributi per la ristrutturazione e l'adeguamento dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata da destinare alle menzionate strutture. "Il Governo nazionale e regionale - conclude la consigliera Ciarletta - sembrano convergere nella medesima strategia di una sempre più attenta legiferazione in materia di violenza alle donne, con la consapevolezza che qualsiasi sottovalutazione o ritardo nel processo di costruzione di questo nuovo sistema di tutela potrebbe costare la vita di qualche altra donna innocente".

lunedì 19 novembre 2007

Diritti e Pari Opportunità nella Finanziaria 2008

La tendenza negli ultimi anni degli studi e delle politiche di parità è quella di leggere e costruire atti di programmazione, finanziaria e non solo, in un’ottica di genere. Sentiamo sempre più spesso parlare di bilancio di genere, come strumento di previsione di politiche in favore delle donne o di interventi che comunque siano orientati in questa direzione, producendo ricadute positive sulle stesse. Perché si possa avviare una corretta applicazione del bilancio di genere è necessario che gli attuali documenti di previsione finanziaria, nazionali e locali, siano letti con il punto di vista di genere e scoprire così dove lo Stato o le Regioni stiano già intervenendo e su quali temi invece sono ancora necessarie politiche di parità.
La recente approvazione al Senato della Finanziaria 2008 rappresenta una buona occasione per applicare questo metodo, evidenziando gli interventi che direttamente o indirettamente promuovono le pari opportunità e l’occupazione femminile.
Il Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha realizzato questa analisi, elencando gli articoli della finanziaria secondo il criterio prima accennato che l’azione sia direttamente rivolta a politiche di promozione delle parità oppure che abbia degli effetti indiretti sulle donne come ad esempio le misure in favore della famiglia.
Rientrano nel primo gruppo e perciò sono azioni positive in favore delle donne:
l’art. 32 (Sostegno all’imprenditoria femminile) dove si prevede che le risorse del Fondo per la finanza d’impresa siano destinate anche a sostenere sia la creazione di nuove imprese femminili sia il consolidamento aziendale di piccole e medie imprese femminili.
l’art. 55 (Sviluppo di un piano contro la violenza alle donne) Per l’anno 2008 è istituito un Fondo di 20 milioni di euro destinato a un Piano contro la violenza alle donne.
Appartengono, invece al secondo gruppo i seguenti articoli, che al loro interno tengono conto della differenza di genere in un contesto di più ampio intervento:
l’art. 62 (Risorse per l’attuazione del “Protocollo su previdenza, lavoro e competitività per l’equità e la crescita sostenibili” del 23 luglio 2007) con il quale si istituisce il Fondo per il finanziamento del Protocollo sul Welfare (le risorse consistono in 1.548 milioni di euro per il 2008, 1.520 per il 2009, 3.048 per gli anni 2010 e 2011, 1.898 dal 2012). Il Protocollo prevede misure per sostenere l’occupazione femminile e favorire l’integrazione delle donne nel mondo del lavoro, tra cui incentivi e sgravi fiscali per misure di conciliazione tra lavoro e vita privata quali la flessibilità degli orari di lavoro e il part time; rafforzamento dei servizi per l’infanzia e gli anziani non autosufficienti a sostegno delle scelte delle donne nel lavoro; definizione di una priorità di accesso al fondo microcredito; utilizzo dei fondi comunitari con priorità alle donne. Le misure del Protocollo sono inserite in un collegato alla Finanziaria.
Art. 68 (Politiche migratorie nazionali e comunitarie). Il Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati è incrementato di 50 milioni di euro per l’anno 2008. Tale Fondo, istituito dalla legge Finanziaria per il 2007 (L. 27 dicembre 2006 n. 296, art. 1, comma 1267), aveva previsto lo stanziamento di 50 milioni di euro per il triennio 2007-2009, con l'obiettivo di affrontare situazioni di degrado sociale ed abitativo, con particolare riguardo alle condizioni dei migranti e dei loro familiari.
Incentivi alla occupazione femminile – Sconto IRAP
Risultano peraltro confermate disposizioni già previste dalla Finanziaria 2007 riguardanti il Fondo per le politiche relative ai diritti e le pari opportunità e alle misure di riduzione del cuneo fiscale specificamente mirate all’incremento dell’occupazione femminile.
Ed in particolare per quanto riguarda gli incentivi all’occupazione femminile e lo sconto IRAP
rimane in vigore l’art. 1, comma 266, 4 sexies, della Legge Finanziaria per il 2007 (Legge 27 dicembre 2006 n. 296). Si conferma quindi la misura introdotta relativa allo sconto IRAP per le imprese che assumono lavoratrici a tempo indeterminato rientranti nella categoria di “lavoratore svantaggiato” nelle regioni del sud del Paese.
L’agevolazione fiscale comporta un beneficio di circa 150 euro al mese per ogni lavoratrice assunta.
Infine, viene confermato il Fondo per le politiche relative ai diritti e le pari opportunità pari a 50 milioni di euro per l’anno 2008.

lunedì 12 novembre 2007

Progetti Azioni Positive, attivato a Catanzaro sportello di assistenza tecnica

È attivo presso l'ufficio di Catanzaro il servizio di informazione e assistenza tecnica per i soggetti interessati alla presentazione di progetti di Azioni Positive ai sensi della legge 125/91, in scadenza il 30 novembre prossimo, che siano finalizzati agli obiettivi dal "Programma Obiettivo" del 2007. Lo rende noto la consigliera regionale di Parità Stella Ciarletta la quale comunica, inoltre, che quest'anno il ministero del Lavoro ha indicato come azioni finanziabili la promozione dell'occupazione femminile; il superamento delle disparità salariali e nei percorsi di carriera; il consolidamento di imprese femminili e la creazione di progetti integrati di rete. Le richieste, coerenti con le finalità individuate dal "Programma Obiettivo" 2007, possono essere avanzate da i datori di lavoro pubblici e privati, le cooperative e i loro consorzi, i centri di formazione professionale accreditati, le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, le associazioni. Tutti i documenti necessari possono trovarsi sul sito del ministero del Lavoro e su quello della consigliera regionale di Parità (www.regione.calabria.it/consiglieradiparita).