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UNO SPAZIO PER ESPRIMERE LE PROPRIE IDEE

venerdì 3 gennaio 2014

Maria Stella Ciarletta Consigliera di Parità Regione Calabria su RTC TEL...

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martedì 3 dicembre 2013

Tratta delle persone: la dimensione morale e giuridica di una emergenza umanitaria - 09 dicembre 2013 Reggio Calabria


Pubblicato da Unknown alle 11:45 Nessun commento:
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mercoledì 24 luglio 2013

Chi ha paura della doppia preferenza? una riflessione sul risultato elettorale delle recenti elezioni amministrative


dL’introduzione della doppia preferenza di genere, cioè della possibilità di votare due candidati di sesso diverso, alle ultime elezioni amministrative ha destato un interesse tiepido nel dibattito politico, tanto nazionale che locale. Ad esclusione dell’impegno profuso dagli organismi di parità territoriali, che hanno sistematicamente diffuso la novità, i partiti sono rimasti silenziosi su questa importante novità legislativa.

Eppure proprio in una regione del Meridione come la Calabria, maggiore dovrebbe essere sentita l’urgenza democratica di una pressoché totale assenza delle donne nelle assise pubbliche; se a livello nazionale, infatti, le sindache rappresentano solo il 13% del totale,  da noi si contano sulle dita di una mano e quelle poche incontrano non poche ostilità in termini di riconoscimento e legittimazione.

Ma quale è stato l’impatto della preferenza di genere nell’ultima tornata elettorale nei Comuni italiani?

Roma è l’esempio più lampante di un trend che modifica significativamente lo scenario: le consigliere sono passate da due a 15 su 48, rappresentando oggi il 30 percento dei consiglieri.

Ma il dato più interessante è quello relativo alle preferenze raccolte dalle singole elette, le quali prendono più voti degli uomini, come a dire che la novità e la qualità delle candidature viene premiata.

Tutti questi elementi vanno letti tenendo conto di alcuni aspetti: il primo è che quest’anno in tutti i consigli comunali sono stati tagliati i numeri dei seggi, determinando un aumento della soglia di “concorrenza” che ha favorito comunque le candidature femminili. Il secondo riguarda la bassa percentuali di cittadini che hanno optato per la doppia preferenza, essendo una scelta facoltativa e non obbligatoria dell’elettore quella di esprimere due voti.

Quindi, malgrado il boicottaggio comunicativo e politico, la doppia preferenza ha preso piede e si tratta di un processo irreversibile, che vede come passo successivo l’estensione dello strumento anche nella riforma elettorale nazionale e regionale.

Se la Corte Costituzionale prima e il legislatore dopo, con la legge 215 entrata in vigore nel 2012, hanno stabilito che la doppia preferenza è indispensabile per la realizzazione di una piena democrazia paritaria a livello nazionale e locale, appare una apodissi che essa lo sia anche a livello regionale.

E non esistono più alibi per i consiglieri regionali vari a rallentare l’iter consiliare che porta la proposta di legge in aula, né per scaricare sull’altra parte le responsabilità della mancata approvazione.

Oltre settemila persone hanno sottoscritto una proposta di legge regionale in tal senso, ed è dovere dei consiglieri rispettare questa volontà popolare, innanzitutto completando il percorso che porterà il testo in aula. Nel frattempo, spetta a noi donne monitorare il lavoro del consiglio regionale e spronare la politica; ogni silenzio o sottovalutazione, in questo momento, si trasformerebbe in una comoda scusa per quei consiglieri che potrebbero affermare “ma se neanche le donne ci credono!” e, di conseguenza, affossare il destino del testo. Invece, dobbiamo continuare a tenere l’attenzione viva su questo tema e partecipare tutte al dibattito che potrebbe cambiare definitivamente il volto della politica in Calabria.

                                                                       La Consigliera Regionale di Parità

                                                                                  Stella Ciarletta
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domenica 14 luglio 2013

Pronta a intervenire su composizione OIV Regione Calabria se lesiva delle Pari Opportunità


Ho letto con attenzione la nota del consigliere regionale Naccari sulla presunta violazione della normativa antidiscriminatoria nella composizione tutta al maschile dell'Organismo Interno di Valutazione (OIV) della Regione Calabria e, naturalmente, raccolgo l'invito ad occuparmi del caso. La consigliera di parità è l'unico organismo competente ad intervenire nei casi di discriminazione di genere, siano essi individuali o collettivi. Recentemente sono state diverse le sentenze favorevoli che hanno dato ragione all'ufficio della Consigliera e anche in questo caso approfondirò la questione per valutare se intervenire al fine di rimuovere la discriminazione lamentata. Invito il consigliere Naccari e chiunque venga a conoscenza di casi simili a denunciarli presso gli uffici delle consigliere di parità, le quali  sono espressione del Ministero del Lavoro in Calabria e hanno come mission istituzionale la lotta alle discriminazioni che le donne subiscono nel mercato del lavoro e sono anche gli unici organismi a poter agire in giudizio per la tutela.
La Consigliera Regionale di Parità
Stella Ciarletta

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giovedì 6 giugno 2013

INCONTRARE LE OPPORTUNITÀ: COME CREARE O TROVARE IL PROPRIO LAVORO NEL MERCATO CHE CAMBIA


Nell’ambito del progetto “POSSIAMO”, il prossimo 20 Giugno 2013 a partire dalle ore 9.30, avrà luogo a Reggio Calabria una giornata informativa dal titolo 'Come creare o trovare il proprio lavoro nel mercato che cambia' rivolta a donne disoccupate.

L’iniziativa risponde all’esigenza di arricchire il bagaglio informativo delle donne partecipanti, irrobustendo la loro capacità di muoversi sul mercato del lavoro locale e di intraprendere percorsi che favoriscano l’inserimento/re-inserimento nel mondo del lavoro.

Le partecipanti potranno confrontarsi su vari temi attinenti alle politiche attive del lavoro e accedere ad un set di conoscenze pratiche, che le renda più consapevoli ed informate rispetto alle modalità e i canali di ricerca di un lavoro, alle opportunità formative e ai fabbisogni occupazionali espressi dal territorio.
Per partecipare, invia una mail a infoparita@italialavoro.it  indicando:
  • Nome e Cognome
  • Età
  • Comune di residenza
  • Durata dello stato di disoccupazione (in mesi)
  • Data del seminario.





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giovedì 16 maggio 2013

17 maggio "Giornata Mondiale contro l'Omofobia" - Le Giornate reggine dell'ArciGay di Reggio Calabria


























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domenica 12 maggio 2013

“La festa della Mamma, Giacinta e le donne che vogliono lavorare”

In occasione della Festa della Mamma  il mio pensiero va, senza alcun dubbio, a tutte le  madri che lavorano o che vorrebbero farlo e non possono perché ancora oggi, nel 2013, la maternità rappresenta una vera e propria ipoteca sul futuro professionale delle donne.
In questo giorni Repubblica ha pubblicato una inchiesta on line dal significativo titolo “Questo non è un Paese per mamme”,  dove la giornalista Ficocelli pubblica, assieme ad una video intervista con la testimonianza di una donna licenziata in occasione della maternità, anche i risultati di una indagine condotta con cento mamme intervistate su alcuni temi come la conciliazione, i servizi pubblici e il lavoro. Alla domanda se l’Italia sia un paese per mamme, se cioè il nostro Stato aiuti e sostenga la maternità, 74 donne su 100 dicono di no e alle domande successive emergono le difficoltà a conciliare gli impegni familiari e il lavoro, la mancanza di servizi e le discriminazioni sul lavoro subite a seguito della scelta genitoriale.
Sono tante le donne che vengono presso l’Ufficio della Consigliera Regionale di Parità per raccontare storie di discriminazioni sul lavoro legate alla maternità, licenziamenti, dimissioni indotte, mancate assunzioni o carriere stroncate in occasione del lieto evento.
Il compito della consigliera di parità è quello di assistere legalmente le lavoratrici o anche i lavoratori (e ne vengono sempre di più a rivendicare congedi parentali non riconosciuti) che siano discriminati per motivi legati al sesso e, in questi anni, diversi sono i casi che ho avuto l’onore di seguire con risultati positivi.
In questa ricorrenza voglio raccontare la storia di Giacinta, farmacista e madre di tre bambini, di cui l’ultimo di nemmeno un anno, che si è vista negare la proroga del contratto di lavoro perché era in astensione obbligatoria per maternità.
Ogni volta che parlo in pubblico di discriminazioni sul lavoro, mi viene obiettato subito che ormai  non esistono quasi più e la argomentazione più frequente è che, al contrario, la maternità nel pubblico impiego gode di un eccesso di tutele. Eppure Giacinta lavorava proprio presso una Pubblica Amministrazione come dirigente farmacista assieme ad altri ventinove colleghi. E quando l’ASP in questione ha deciso di prorogare il contratto, che era a tempo determinato, ai trenta dirigenti, lo ha fatto solo per gli altri ventinove, lasciando senza lavoro proprio e solo lei perché in astensione obbligatoria per la gravidanza.
Alla incredulità di fronte alle parole della donna, è seguito un lavoro alacre da parte dell’Ufficio della Consigliera di Parità per ricostruire tutto il fascicolo e predisporre il ricorso di fronte al giudice del lavoro, il quale ha non solo riconosciuto l’esistenza della discriminazione nella condotta dell’ASP , ma ha ordinato la cessazione del comportamento  illegittimo e, al fine di rimuoverne gli effetti, ha condannato l’Ente al risarcimento in favore della dottoressa del danno patrimoniale causato commisurato alle retribuzioni non corrisposte  per il periodo di mancata proroga (sedici mesi) par ai circa cinquantacinquemila euro.
Il Tribunale ha, altresì, riconosciuto oltre il risarcimento del danno patrimoniale anche quello non patrimoniale per perdita di chance pari a settemilacinquecento euro e quello per il pregiudizio morale ed esistenziale cagionato dalla discriminazione sofferto per ulteriori duemilacinquecento euro.
I profili innovativi della sentenza emergono proprio nel  passaggio relativo alla risarcibilità del danno, perché evidenziano un aspetto drammatico delle conseguenze dei comportamenti discriminatori nei confronti delle donne: lo scoraggiamento. Una lavoratrice licenziata o discriminata in occasione della maternità è una donna che difficilmente rientrerà nel mercato del lavoro e che, a causa delle difficoltà incontrate, perderà sempre di più le opportunità di tornare a lavorare fino ad arrivare al punto di scegliere di non cercare più lavoro.
Dedico questa sentenza a tutte le madri come Giacinta, che lavorano o vorrebbero lavorare e che sono orgogliose della loro scelta di maternità e la difendono a testa alta.
Maria Stella Ciarletta – avvocato /Consigliera Regionale di Parità
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  • Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
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  • http://www.cartapariopportunita.it
  • Assemblea delle Regioni Europee (AER)

Secondo te le donne devono acquisire maggiore capacità di Leadership per fare carriera?

Conosci la storia di Giuseppina Pesce, Maria Concetta Cacciola e Lea Garofalo?

Si torna a parlare di riforma della legge elettorale regionale: sei a favore delle quote rosa in Calabria?

E' giusto introdurre le quote rosa nei Consigli di Amministrazione?

Convegno "Unirsi per contare" (CZ, 10 dicembre 2010)

Convegno "Unirsi per contare" (CZ, 10 dicembre 2010)
Presentazione Rete Pari Opportunità Ordini Avvocati della Calabria

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Secondo te, è giusto introdurre la presenza obbligatoria delle donne nelle liste elettorali(cd. quote rosa)?

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ROMA, 24 novembre 2007

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