La consigliera regionale di Parità Maria Stella Ciarletta informa che venerdì prossimo 9 maggio, alle ore, 15, nella sala Monteleone del Consiglio regionale di Reggio Calabria, inizierà il corso in diritto antidiscriminatorio.
Il percorso formativo, organizzato dalla consigliera Ciarletta e dal Comitato Pari opportunità dell'Ordine degli avvocati di Reggio Calabria, sotto il patrocinio del Consiglio nazionale forense, si articolerà in tre moduli, ciascuno della durata di sei ore.
“Esperti del settore – spiega Ciarletta - approfondiranno il tema delle discriminazioni di genere nel mondo del lavoro e della politica, anche sotto il profilo della tutela normativa e processuale, con un particolare sguardo ai casi di discriminazione che hanno fatto giurisprudenza in Calabria. La lotta alle discriminazioni è una prerogativa esclusiva delle consigliere di parità e la volontà di organizzare questo corso è nata dal desiderio comune degli organizzatori di approfondire una parte del diritto del lavoro che riguarda le donne. Negli ultimi anni – evidenzia la consigliera regionale di parità - ho assistito sempre più lavoratrici discriminate per motivi legati alla maternità e quasi sempre il Tribunale ci da ragione, con sentenze importanti di condanna dei datori di lavoro ma soprattutto di affermazione dei diritti. Tutto questo conferma come la tutela discriminatoria sia uno strumento fondamentale per la promozione delle pari opportunità e debba essere conosciuto al meglio dagli avvocati che intendano difendere le donne. Pertanto – ha detto infine la consigliera Ciarletta – ho inteso coinvolgere attivamente anche gli uffici della direzione regionale del Lavoro e dell'Inail Calabria per estendere la formazione anche ai referenti territoriali dei predetti organismi su tali temi e avere un confronto diretto sulle diverse modalità di intervento in caso di denunce da parte di tutte le istituzioni competenti”.
http://www.avvocatireggiocalabria.it/NotizieOrdine/Eventi/Eventi.asp?D=09/05/2014#
martedì 6 maggio 2014
giovedì 27 marzo 2014
Siglato oggi presso la Direzione Regionale INAIL per la Calabria un importante Protocollo di intesa riguardante il rispetto delle pari opportunità suoi luoghi di lavoro.
Siglato oggi presso la Direzione
Regionale INAIL per la Calabria un importante Protocollo di intesa riguardante
il rispetto delle pari opportunità suoi luoghi di lavoro.
Oggi presso la Direzione Regionale
INAIL per la Calabria a Catanzaro è stato siglato un Protocollo di intesa
riguardante le iniziative da porre in essere al fine di garantire una maggiore
sicurezza sul lavoro senza disparità di genere.
L’accordo, il primo a livello regionale,
è stato sottoscritto dal Direttore Regionale Reggente - Dr.ssa Daniela Petrucci-
e la Consigliera di Parità Regionale – avv. Maria Stella Ciarletta.
La firma del documento rappresenta
l’inizio delle attività che a breve saranno svolte e che riguarderanno la
ricerca di strategie comuni per raggiungere un sistema di prevenzione che tenga
conto delle differenze di genere. In tale ambito, sono previste attività di
formazione ed informazione e, soprattutto, la valorizzazione delle norme che
sostengono sia le azioni positive che la cultura del rispetto interpersonale, per
condannare ogni forma di molestia sessuale e morale.
“ È con grande soddisfazione che ho deciso di sottoscrivere questo
accordo - afferma il Direttore
Regionale dell’INAIL - dr.ssa Daniela Petrucci - “ perché rappresenta un importante iniziativa per la proposizione di
azioni positive condivise, non solo per rafforzare la sicurezza sui posti di
lavoro ma anche per il rispetto delle pari opportunità. Infatti, ho sempre
combattuto le discriminazioni di genere ritenendo che le differenze tra uomo e
donna siano una risorsa ed un valore aggiunto anche nel mondo del lavoro”.
mercoledì 12 marzo 2014
Di cosa parliamo quando parliamo di quote rosa...
Mentre assistiamo in tempo reale alla votazione della legge elettorale alla Camera prima, e al Senato ora, attorno all'Italicum si è scatenata l'opinione pubblica sulle cosiddette "quote rosa". Come diceva Moretti, le parole sono importanti e se cominciamo già con un linguaggio stereotipato siamo messi male. Siamo di fronte ad un tentativo, neanche tanto mal celato, di sminuire la questione, farla apparire di parte, storicamente superata, o come mi sento dire certe volte "femminista"! Ogni testata giornalistica ha il suo sondaggio on line con la domanda di rito "secondo te c'è bisogno delle quote rosa o le donne devono dimostrare il loro merito da sole?", imponendo già nella richiesta una alternativa tra il merito e una giusta rappresentanza dei generi.
E qua sta la disonestà intellettuale di questo ragionamento.
Tant'è che prevalgono i no, le donne devono andare avanti per merito rispondono i lettori on line.
La questione della rappresentanza femminile in politica, o meglio della sotto rappresentanza, è reale, sotto gli occhi di tutti, basta volgere lo sguardo non troppo lontano verso la composizione delle nostre assise, il Consiglio Regionale, in primis e i vari consigli comunali dopo. Donne a capo di Comuni pochissime, tant'è che ancora oggi fanno notizia e si contano sulle dita di una mano.
Ma il merito ed una rappresentanza paritaria non sono principi contraddittori, bensì complementari. Soprattutto con una legge elettorale che prevede liste bloccate su circoscrizioni ridotte, dove probabilmente verrà eletto solo il candidato capo lista, data la minore dimensione territoriale.
Si potrebbe arrivare al paradosso che verranno candidate le migliori donne per merito (e questo augurio vale molto di più per i candidati maschi! sic!), ma altri per loro (il partito? il segretario? le alleanze?) decideranno che non saranno capolista e non verranno elette. Niente di nuovo sotto il sole.
Allora capovolgiamo il ragionamento del paradosso del merito e domando a tutti voi: se il merito deve essere il criterio di selezione dei candidati alle elezioni politiche, un criterio valido paritariamente per donne e uomini, una volta esclusa la preferenza, che sarebbe stata l'unica arma per le candidate per dimostrare il proprio peso elettorale, perchè non si deve partire tutti dalla stessa linea di start con l'alternanza uomo/donna dei capilista? Perchè tra pari candidati meritevoli alcuni (gli uomini) devono avere la garanzia, o quantomeno ottime possibilità di essere eletti a priori e le candidate donne devono partecipare con minori chance? Non lo so perchè, ma a me queste sembrano proprio quote azzurre... o no?
E qua sta la disonestà intellettuale di questo ragionamento.
Tant'è che prevalgono i no, le donne devono andare avanti per merito rispondono i lettori on line.
La questione della rappresentanza femminile in politica, o meglio della sotto rappresentanza, è reale, sotto gli occhi di tutti, basta volgere lo sguardo non troppo lontano verso la composizione delle nostre assise, il Consiglio Regionale, in primis e i vari consigli comunali dopo. Donne a capo di Comuni pochissime, tant'è che ancora oggi fanno notizia e si contano sulle dita di una mano.
Ma il merito ed una rappresentanza paritaria non sono principi contraddittori, bensì complementari. Soprattutto con una legge elettorale che prevede liste bloccate su circoscrizioni ridotte, dove probabilmente verrà eletto solo il candidato capo lista, data la minore dimensione territoriale.
Si potrebbe arrivare al paradosso che verranno candidate le migliori donne per merito (e questo augurio vale molto di più per i candidati maschi! sic!), ma altri per loro (il partito? il segretario? le alleanze?) decideranno che non saranno capolista e non verranno elette. Niente di nuovo sotto il sole.
Allora capovolgiamo il ragionamento del paradosso del merito e domando a tutti voi: se il merito deve essere il criterio di selezione dei candidati alle elezioni politiche, un criterio valido paritariamente per donne e uomini, una volta esclusa la preferenza, che sarebbe stata l'unica arma per le candidate per dimostrare il proprio peso elettorale, perchè non si deve partire tutti dalla stessa linea di start con l'alternanza uomo/donna dei capilista? Perchè tra pari candidati meritevoli alcuni (gli uomini) devono avere la garanzia, o quantomeno ottime possibilità di essere eletti a priori e le candidate donne devono partecipare con minori chance? Non lo so perchè, ma a me queste sembrano proprio quote azzurre... o no?
martedì 4 marzo 2014
lunedì 3 marzo 2014
Stasera in diretta ad Ossi di Seppia su Radio Touring 104
Stasera sarò ospite di Paola Bottero nel programma Ossi di Seppia per parlare di donne, in compagnia di Daniela De Blasio. Ci saranno collegate le amiche Giovanna Vingelli e Adele Cambria.
Una bella squadra... ci sentiamo alle 21!!!!
Una bella squadra... ci sentiamo alle 21!!!!
Sono aperte le iscrizioni all'Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia
Si
comunica che sono aperte le iscrizioni all'Osservatorio Nazionale sul
diritto di famiglia – avvocati di famiglia per l'anno 2014.
La
quota garantisce l'abbonamento alla rivista trimestrale “Avvocati
di Famiglia” e la possibilità di accedere agli eventi formativi
organizzati dall’Osservatorio a livello locale e nazionale. Proprio
nel mese di marzo partirà un corso di aggiornamento a livello
centrale riservato esclusivamente ai soci dell'associazione.
Per
maggiori informazioni si può scrivere a
osservatoriofamigliarc@yahoo.it o telefonare alla sede
dell'Osservatorio allo 0965.330035.
giovedì 6 febbraio 2014
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