Mentre assistiamo in tempo reale alla votazione della legge elettorale alla Camera prima, e al Senato ora, attorno all'Italicum si è scatenata l'opinione pubblica sulle cosiddette "quote rosa". Come diceva Moretti, le parole sono importanti e se cominciamo già con un linguaggio stereotipato siamo messi male. Siamo di fronte ad un tentativo, neanche tanto mal celato, di sminuire la questione, farla apparire di parte, storicamente superata, o come mi sento dire certe volte "femminista"! Ogni testata giornalistica ha il suo sondaggio on line con la domanda di rito "secondo te c'è bisogno delle quote rosa o le donne devono dimostrare il loro merito da sole?", imponendo già nella richiesta una alternativa tra il merito e una giusta rappresentanza dei generi.
E qua sta la disonestà intellettuale di questo ragionamento.
Tant'è che prevalgono i no, le donne devono andare avanti per merito rispondono i lettori on line.
La questione della rappresentanza femminile in politica, o meglio della sotto rappresentanza, è reale, sotto gli occhi di tutti, basta volgere lo sguardo non troppo lontano verso la composizione delle nostre assise, il Consiglio Regionale, in primis e i vari consigli comunali dopo. Donne a capo di Comuni pochissime, tant'è che ancora oggi fanno notizia e si contano sulle dita di una mano.
Ma il merito ed una rappresentanza paritaria non sono principi contraddittori, bensì complementari. Soprattutto con una legge elettorale che prevede liste bloccate su circoscrizioni ridotte, dove probabilmente verrà eletto solo il candidato capo lista, data la minore dimensione territoriale.
Si potrebbe arrivare al paradosso che verranno candidate le migliori donne per merito (e questo augurio vale molto di più per i candidati maschi! sic!), ma altri per loro (il partito? il segretario? le alleanze?) decideranno che non saranno capolista e non verranno elette. Niente di nuovo sotto il sole.
Allora capovolgiamo il ragionamento del paradosso del merito e domando a tutti voi: se il merito deve essere il criterio di selezione dei candidati alle elezioni politiche, un criterio valido paritariamente per donne e uomini, una volta esclusa la preferenza, che sarebbe stata l'unica arma per le candidate per dimostrare il proprio peso elettorale, perchè non si deve partire tutti dalla stessa linea di start con l'alternanza uomo/donna dei capilista? Perchè tra pari candidati meritevoli alcuni (gli uomini) devono avere la garanzia, o quantomeno ottime possibilità di essere eletti a priori e le candidate donne devono partecipare con minori chance? Non lo so perchè, ma a me queste sembrano proprio quote azzurre... o no?
mercoledì 12 marzo 2014
martedì 4 marzo 2014
lunedì 3 marzo 2014
Stasera in diretta ad Ossi di Seppia su Radio Touring 104
Stasera sarò ospite di Paola Bottero nel programma Ossi di Seppia per parlare di donne, in compagnia di Daniela De Blasio. Ci saranno collegate le amiche Giovanna Vingelli e Adele Cambria.
Una bella squadra... ci sentiamo alle 21!!!!
Una bella squadra... ci sentiamo alle 21!!!!
Sono aperte le iscrizioni all'Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia
Si
comunica che sono aperte le iscrizioni all'Osservatorio Nazionale sul
diritto di famiglia – avvocati di famiglia per l'anno 2014.
La
quota garantisce l'abbonamento alla rivista trimestrale “Avvocati
di Famiglia” e la possibilità di accedere agli eventi formativi
organizzati dall’Osservatorio a livello locale e nazionale. Proprio
nel mese di marzo partirà un corso di aggiornamento a livello
centrale riservato esclusivamente ai soci dell'associazione.
Per
maggiori informazioni si può scrivere a
osservatoriofamigliarc@yahoo.it o telefonare alla sede
dell'Osservatorio allo 0965.330035.
giovedì 6 febbraio 2014
venerdì 3 gennaio 2014
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