domenica 5 dicembre 2010

Convegno contro la violenza sulle donne (RC 07 dic 2010)


INSIEME PER CONOSCERE E CONTRASTARE

Il convegno avrà inizio alle ore 9:30 con il Saluto delle Autorità:

Giuseppe Raffa - Sindaco di Reggio Calabria

Francescantonio Stillitani - Assessore al Lavoro, alla Formazione Professionale, alla Famiglia ed alle Politiche Sociali

Giovanna Cusumano - Presidente Comm. P.O. Regionale

Maria Stella Ciarletta - Consigliera Regionale di Parità

Bruno Calvetta - Direttore Generale Dip. Lavoro, Politiche della Famiglia, Formazione Professionale, Cooperazione e Volontariato Regione Calabria

Coordinatrice - Marina Malara,giornalista

sabato 4 dicembre 2010

Sì della Camera alle quote rosa nei CdA, ora la palla passa al Senato

La Commissione Finanze della Camera ha approvato il Disegno di legge sulle quota rosa, che garantisce alle donne un terzo dei posti nei Consigli di amministrazione e nei collegi sindacali delle società quotate in Borsa. L’aula aveva già dato l’assenso all’esame in sede legislativa e ieri la commissione ha dato l’ok al provvedimento, che ora passa al Senato.
Se approvato, il disegno di legge introdurrà un principio di riequilibrio di genere in seno ai criteri di elezione dei Consigli di Amministrazione delle società quotate in borse e partecipate pubbliche.
Verrà aggiunto un comma al Testo Unico sulla intermediazione finanziaria con il quale si richiederà che lo statuto delle società preveda che il riparto degli amministratori da eleggere sia effettuato garantendo un terzo dei posti al genere meno rappresentato.
La regola introdotta varrà per tre mandati consecutivi e, in caso di inadempimento, comporterà il decadimento degli organi eletti.
Il Disegno di legge, a firma bipartisan delle parlamentari Lella Golfo (PdL) e Alessia Mosca (PD), vuole ovviare agli ostacoli obiettivi che le professioniste incontrano ancora oggi ad entrare nella "stanza dei bottoni": malgrado i sempre più prestigiosi risultati all'università, le statistiche della Commissione europea posizionano il nostro Paese ventinovesimo (su trentatré Paesi censiti) per numero
di donne presenti nei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa (con il 4 per cento degli amministratori, contro una media dell’Unione europea a ventisette membri dell’11 per cento) seguito solo da Malta, Cipro, Lussemburgo e Portogallo.
Secondo quanto riportato nella relaazione del progetto di legge, la European Professional Women’s Network, che ogni due anni esamina la composizione dei consigli di amministrazione delle trecento società maggiori in Europa, annovera l’Italia, insieme al Portogallo, tra i Paesi ritardatari nella promozione di pari opportunità ai vertici aziendali.
La ineluttabilità dei dati e l'importanza del tema hanno determinato le parlamentari di maggioranza e opposizione, Golfo e Mosca, a presentare un'unica proposta di legge,e questo gesto va apprezzato e letto come esempio di trasversalità nell'impegno per la introduzione di meccanismi normativi e vincolanti per favorire pari opportunità reali per le lavoratrici.
A tutti quelli che si indignano di fronte alla introduzione di quote in questo ed in altri contesti (elettorali in primis!!) rispondo sottolineando come lo strumento della riserva di un terzo di posti nei cda è temporalmente limitata a tre mandati. L'obiettivo della legge è quello di introdurre un meccanismo di riequilibrio determinato nel tempo, e per una durata sufficiente a cambiare le regole del gioco, rompere i pregiudizi e superare definitivamente gli ostacoli alla carriere femminile.
Dopo il termine dei tre mandati, il sistema dovrebbe essersi adeguato e aperto alle presenza di entrambi i generi. Dico, allora, che non importa quanti storcono il naso oggi, le quote sono diventate una impellente necessità in una società troppo squilibrata su un genere e incapace di valorizzare quell'enorme capitale umano rappresentato dalle lavoratrici.L'augurio è che l'esempio nazionale spinga e solleciti anche il legislatore calabrese verso una riforma della legge elettorale inclusiva delle risorse femminili. Non si può rimanere indifferenti di fronte a un Consiglio Regionale composto da cinquanta consiglieri uomini. Siamo l'unica regione italiana priva di una rappresentanza politica femminile, e non è un dato di cui essere orgogliosi. Come Consigliera di Parità avevo già proposto in occasione della precedente competizione elettorale, l'introduzione del meccanismo della doppia preferenza. Ma non ricevette il consenso dell'aula consiliare. Oggi, assieme alle amiche consigliere di parità, alla Commissione Regionale Pari Opportunità, alle associazioni femminili e tutte le donne calabresi riprendiamo il lavoro e chiediamo nuovamente al Consiglio Regionale l'introduzione di una democrazia paritaria in Calabria.

martedì 30 novembre 2010

Il Congresso Nazionala Forense approva mozione in favore di donne e giovani avvocati

XXX CONGRESSO NAZIONALE FORENSE - GENOVA 25/27 NOVEMBRE 2011

MOZIONE

L’Avvocatura Italiana, oggi gravemente mortificata da politiche inadeguate alle effettive esigenze della collettività e da una congiuntura economica che colpisce tutte le categorie professionali, ritiene necessario rivendicare l’autorevolezza ed il rango costituzionale che le competono, e a tal fine ritiene indispensabile, per la propria dignità e per il proprio prestigio, approntare soluzioni volte ad eliminare ogni disuguaglianza presente nell’attuale sistema, regolamentando con norme positive e prassi virtuose tali fenomeni che ne ledono il decoro, onde realizzare una vera crescita culturale ed etica dell’Avvocatura tutta.

Su tali presupposti,
in previsione del XXX Congresso Nazionale Forense sono stati istituiti, di concerto tra CNF e OUA, il Gruppo di Lavoro per le Pari Opportunità ed il Gruppo Giovani, i quali congiuntamente hanno predisposto un documento che ha esaminato le principali criticità della professione, dal punto di vista delle donne e dei giovani ed ha tentato di prevedere dei correttivi, atti a superare tutte le forme di disuguaglianza che di fatto ostacolano la piena attuazione del principio di parità nel mondo professionale (a tali gruppi hanno partecipato la Commissione Pari Opportunità del CNF, ed alcuni rappresentanti di OUA, AIGA, Cassa Forense, ANF, AIAF nonché altri componenti di Associazioni Forensi riconosciute dal Congresso).
Orbene, considerato che
l’analisi, sviluppata in specifiche schede di lavoro, elaborate da sottogruppi compositi, ha evidenziato alcune problematiche comuni, che possono essere sostanzialmente ricondotte a cinque punti:
1) inesistenza di forme di sostegno economico nell’avvio della vita professionale. E’ di tutta evidenza la carenza di incentivi diretti all’innalzamento delle qualità delle prestazioni tecniche e della formazione deontologica, anche a causa della mancata previsione normativa di agevolazioni finanziarie per le donne ed i giovani Avvocati. A ciò aggiungasi la inadeguatezza degli studi di settore, i quali, oltre a non tener conto dell’attuale congiuntura economica che investe tutto il mondo professionale, tralasciano le obbiettive maggiori difficoltà di donne e giovani;
2) inadeguatezza, alle esigenze di donne e giovani, dei modelli associativi attuali, caratterizzati da un insoddisfacente regime della responsabilità, nonché dalla disincentivazione fiscale e dall’assenza di ogni politica di sostegno dello start up;
3) mancanza di meccanismi di orientamento della professionalità femminile e giovanile verso settori di specializzazione atti a soddisfare le esigenze del mercato, tenuto conto altresì delle singole aree geografiche;
4) mancanza di una specifica regolamentazione della figura professionale di molte donne e molti giovani, i quali spesso all’interno degli studi legali ricoprono ruoli subalterni e pressoché impiegatizi che richiedono un urgente ed approfondito esame della problematica da parte dell’Avvocatura ed un conseguente intervento normativo volto a disciplinare la materia, individuando eventualmente nuove forme professionali, ma escludendo fermamente ogni tipologia di rapporto di lavoro privato subordinato, compatibile con la iscrizione nell’Albo professionale;
5) scarsa rappresentanza delle componenti femminili e giovanili all’interno dell’Avvocatura, soprattutto in relazione alle sedi istituzioni. Tale vulnus si riscontra sovente, anche in presenza di forte suffragio da parte delle Assemblee elettorali in favore di donne e giovani, con ciò scompensando la democraticità in sede decisionale, che potrà essere raggiunta solo attraverso la equilibrata compresenza dei due generi in ogni settore.

Ciò premesso, e poiché la situazione delle donne e dei giovani Avvocati richiede particolari attenzioni e correttivi, sia da parte delle Istituzioni a ciò deputate, che da parte degli Organi politici (e soprattutto del Legislatore), affinché si possa creare una Avvocatura attenta al presente e volta al futuro,
l’Avvocatura Italiana, riunita in Assemblea a Genova - XXX Congresso Nazionale Forense,

Invita il CNF, l’OUA e la Cassa Forense
a proseguire e sostenere il percorso di conoscenza e di analisi scientifica dell’Avvocatura (già avviato dal CNF con il Rapporto CENSIS “Dopo le teorie le proposte” nonché dall’Osservatorio Permanente Giovani), istituendo altresì un nuovo Osservatorio di analisi stabile che individui le esigenze del mercato in relazione alla professione forense, al fine di facilitare l’incontro tra domanda e offerta;
Sollecita il CNF e l’OUA
A chiedere con fermezza agli Organi Politici:
I)di approntare interventi normativi diretti a programmare il numero degli iscritti nelle Facoltà di Giurisprudenza, commisurato alle effettive esigenze del mercato e alle reali possibilità di occupazione;
II)di predisporre, in sinergia con l’Avvocatura, ed in sintonia con i principi di chiarezza e trasparenza, una normativa atta a regolamentare i rapporti di lavoro di fatto oggi esistenti negli studi professionali, che in maggior misura coinvolgono donne e giovani;
III)di attivare politiche economiche di sostegno all’avvio dell’attività professionale, anche attraverso agevolazioni fiscali e finanziarie.
Invita il CNF
a promuovere protocolli di intesa con il CSM, diretti a regolamentare secondo principi di chiarezza, trasparenza ed effettiva rotazione, l’affidamento degli incarichi professionali nell’ambito dei Tribunali (fallimenti, ausiliari dei giudici etc), cosicché siano officiati parimenti giovani e donne con idonee competenze.
Auspica
una formazione professionale mirata ad una qualificazione ed a un orientamento che tengano conto degli effettivi bisogni del mercato e della collettività, chiedendo sul tema l’impegno diretto del CNF e la sua costante sollecitazione, rivolta a tutti gli Ordini locali ad attivarsi in tal senso.
Chiede al CNF
di predisporre una regolamentazione unitaria delle Commissioni per le Pari Opportunità presso gli Ordini Forensi, favorendo anche la necessaria istituzione di organismi di parità di carattere Distrettuale.
Sollecita tutti gli Organi Istituzionali dell’Avvocatura
ad intervenire affinché, nel rispetto delle norme Costituzionali e delle Direttive Europee siano previsti meccanismi di riequilibrio che garantiscano democraticamente la necessaria compresenza dei due generi negli ambiti decisionali forensi e nelle rappresentanze delle associazioni, con limitazione dei mandati nelle cariche di vertice e ferma restando la necessità di regole certe in tema di incompatibilità e di divieto di duplicazione degli incarichi istituzionali.

venerdì 26 novembre 2010

La Consigliera Regionale di Parità patrocinia l'evento “L'Europa contro tutte le violenze” del Centro Europ Direct di Gioiosa Jonica

Si terrà sabato 27 Novembre 2010 a partire dalle ore 09,00, a Gioiosa Jonica presso la sede di Palazzo Ameduri il convegno“l’Europa contro tutte le violenze …”, organizzato dallo Europe Direct “Calabria&Europa” e dal Comune di Gioiosa Jonica.
L’evento cade nella settimana mondiale contro la violenza sulle donne scelta come evento prioritario di intervento dall’Europarlamento in Italia .
Il Seminario indirizzato ai giovani delle scuole superiori, ai professionisti, alle organizzazioni di genere e ai cittadini in generale prevede inoltre la partecipazione del Sindaco del Comune di Gioiosa Jonica, della dott.ssa Daniela Trapasso del Consiglio Italiano per i Rifugiati, nonché dell'avv. Stella Ciarletta, Consigliera Regionale di Parità.
L’evento avrà come tema di discussione la europea a difesa dell’uguaglianza di genere e le azioni di prevenzione contro il fenomeno della violenza contro le donne in grande crescita negli ultimi tempi, nonché le normative europee contro il fenomeno del mobbing.
È un convegno fondamentale nel momento in cui continuano a livello europeo i lavori per combattere tutte le forme di violenze e di mobbing sui luoghi di lavoro e nella società civile al fine di migliorare la sicurezza dei cittadini e le parità di genere nonché la crescita di una società più ricca grazie alle sue differenze considerate opportunità e non elementi di isolamento e discriminazione.

giovedì 29 luglio 2010

Importante vittoria dell'Ufficio della Consigliera Regionale di Parità: Il Tar di Catanzaro annulla graduatoria Arpacal che aveva escluso una concorre

Sentenza storica del Tar di Catanzaro nella lotta alle discriminazioni e per l'affermazione del principio di pari opportunità per uomini e donne in materia di accesso al lavoro: su ricorso presentato dalla lavoratrice e con l'intervento ad adiuvandum della Consigliera Regionale di Parità Stella Ciarletta il Tribunale Amministrativo Regionale ha disposto l'annullamento della graduatoria del concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di 2 posti come dirigente biologo presso l'Arpacal, nonché dei provvedimenti amministrativi con i quali l'Amministrazione ha escluso la ricorrente dalla prova orale in quanto in stato di gravidanza, violando così un principio costituzionale nonché la normativa in vigore in materia di pari opportunità e contrasto alle discriminazioni di genere, contenuta nel Codice sulle Pari Opportunità tra uomo e donna.

“La sentenza assume un significato strategico, condannando una grave discriminazione operata dalla Commissione nell'escludere la concorrente dal concorso solo perchè in stato di gravidanza. E' importante ricostruire brevemente i fatti: la dottoressa si iscrive al concorso e, superata la prova scritta, viene ammessa all'orale; la data di convocazione coincide con il periodo del parto e la concorrente chiede di posticipare l'orale a un giorno successivo. La Commissione esclude tale possibilità, ma concede di poter effettuare l'esame lo stesso giorno ma in un'altra sede più vicina alla donna, e malgrado la stessa accetti, suo malgrado, tale proposta, non le viene mai comunicata la sede dell'esame e, ironia della sorte, partorisce proprio il giorno prima. Dopo di che il silenzio dell'Amministrazione, che si interrompe solo con la pubblicazione della graduatoria finale del concorso”.
E' evidente come la Commissione abbia ignorato le legittime richieste della concorrente, andando in aperto contrasto con i principi costituzionali di parità uomo donna sul lavoro e in particolare del Codice Pari Opportunità laddove vieta, all'art. 27, trattamenti discriminatori nell'accesso al lavoro.
In tal senso, scrive il Tar nel provvedimento “l'applicazione concreta di tali enunciazioni imponeva, nella specie, alla Commissione di consentire alla ricorrente di svolgere la prova orale successivamente al parto e nel rispetto delle condizioni di salute della madre e del bambino”.

"Con la sentenza del Tar – afferma la consigliera regionale di parità Stella Ciarletta - si apre uno squarcio giuridico sul mondo delle discriminazioni in Calabria, che vede un mercato del lavoro ostile e irto d'ostacoli per le donne, tanto nel settore pubblico che privato, laddove in apparenza sembrano essere garantiti eguali diritti e opportunità per lavoratrici e lavoratori, ma in realtà, si perpetrano prassi illegittime e si penalizzano coloro che scelgono l'esperienza della maternità.
L'impegno come consigliera di parità è quello di eliminare i fattori che causano questi fenomeni discriminatori, principalmente dialogando con i datori di lavoro, siano essi pubblici o privati, per spiegare loro che la maternità è un valore aggiunto e non una condizione di svantaggio della lavoratrice madre e per trovare una soluzione condivisa in favore della permanenza della stessa sul posto di lavoro. Ma quando ci si trova di fronte un silenzio immotivato, allora è necessario ricorrere agli strumenti giudiziari per stigmatizzare prassi illegittime, ingiustificate e lesive dei diritti delle donne”.

Giustizia, dunque, è stata fatta e l'Arpacal dovrà entro 30 giorni annullare la graduatoria e permettere alla giovane biologa di sostenere l'esame orale compatibilmente con le poppate del suo bambino, oltre che rimborsarle le spese legali sostenute per presentare il ricorso innanzi al Tar.
“Affinchè non succedano più casi simili, - conclude la Ciarletta - l'Ufficio della Consigliera Regionale di Parità rimane sempre disponibile a collaborare con la Direzione dell' Agenzia per individuare le criticità che hanno determinato l'increscioso episodio e avviare un percorso condiviso di promozione delle pari opportunità sul posto di lavoro in favore del benessere dei lavoratori e delle lavoratrici.