lunedì 6 febbraio 2012

Giornata contro le MGF: le linee programmatiche della Ministra del Lavoro Elsa Fornero

In occasione della Giornata Internazionale contro le MGF, riporto il testo della audizione della Ministra Elsa Fornero:
"...Appaiono importanti ulteriori e nuovi percorsi che possano accompagnare donne e famiglie africane residenti in Italia verso l’abbandono delle pratiche di mutilazione genitale e infibulazione, sostenendole attivamente, sia direttamente –attraverso servizi competenti- sia indirettamente –attraverso la circolazione di informazioni e attività di sensibilizzazione che aiutino a rispondere a eventuali pressioni a reiterare la pratica proveniente dalla comunità migrante o dalla famiglia e comunità in patria. In quest’ottica diventa necessario ricostituire la Commissione interministeriale (in questi giorni in via di definizione) per la prevenzione ed il contrasto delle mutilazioni genitali femminili. È, inoltre, mia intenzione attuare quanto prima il nuovo Piano Programmatico (attualmente in via di validazione da parte delle Amministrazioni coinvolte nella Commissione interministeriale) delle priorità di intervento nazionali di prevenzione e contrasto delle MGF. Il Piano è stato condiviso con le maggiori rappresentanze più significative delle associazioni operanti nel settore e degli Enti locali e l'attuazione dello stesso sarà affidata interamente alle Regioni, previa stipula di una pposita intesa con il sistema regionale sui criteri di ripartizione delle risorse, le finalità, le modalità, attuative nonché il monitoraggio del sistema di interventi da sviluppare per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno, il tutto coordinato e supervisionato a livello centrale dal Dipartimento per le pari opportunità.

Tolleranza Zero contro le Mutilazioni Genitali Femminili - 06 febbraio Giornata Internazionale

La Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili arriva alla sua sesta edizione, fu proclamata dall'Onu nove anni fa per condannare la gravissima pratica, diffusa in diversi parti dell'Africa, che viola il diritto alla salute e all'integrità fisica delle donne e purtroppo di tante bambine attraverso la mutilazione degli organi genitali con escissione o infibulazione, per garantire la purezza della ragazza sino al matrimonio.
Da oltre dieci anni a questa parte l'Europa ha dovuto affrontare questo problema, a seguito del fenomeno immigratorio che ha visto migliaia di persone africane spostarsi nei paesi comunitari per trovare lavoro.
Dai dati di una ricerca del Dipartimento per le Pari Opportunità è emerso che solo in Italia siano oltre 35mila le donne che hanno subito MGF e che circa mille minori sotto i 17 anni siano a rischio mutilazione.
La ricerca è di un paio di anni fa e coincide con una campagna di sensibilizzazione promossa dal Dipartimento Pari Opportunità e l'approvazione della legge n. 7 del 2006 per la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile.
La legge ha accolto così l'impulso delle Nazioni Unite e dall’OMS per prevenire e combattere la pratica innanzi tutto a livello socio-sanitario, con la formazione dei medici e degli operatori a diretto contatto con l'utenza che accolgono le donne immigrate, permettendo una maggiore conoscenza delle cause culturali e soprattutto una dimensione verosimile del dato in Italia.
Prevenzione, assistenza alle vittime e eliminazione delle pratiche di mutilazione genitale femminili sono gli obiettivi del legislatore, che ha introdotto amche il reato di “Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili”all'art. 583 del codice penale il reato delle , prevedendo la pena della reclusione da 4 a 12 anni, con l'aumento di un terzo in caso di minorenni.
Negli anni l'approccio istituzionale verso le MGF è cambiato, e la legge è un esempio del nuovo stile: alle prime grandi campagne di comunicazione sono seguite attività di sensibilizzazione sulle donne, interventi di mediazione culturale con una maggiore attenzione all'impatto mediatico sulle comunità di immigrati per evitare che i toni sensazionalistici possano causare una chiusura verso l'esterno per evitare pericolose sovraesposizioni.
Fondamentale per il futuro è attivare canali locali di comunicazione, potenziare la sensibilizzazione presso le scuole, i servizi sociali, le strutture sanitarie, cercando di trasmettere un messaggio di rispetto della salute e dell'integrità fisica scevro da valutazioni culturali, che possa essere metabolizzato da una nuova generazione di immigrati che va via via emancipandosi da usanze retaggio di una cultura lontana da qualsiasi rispetto e riconoscimento dei diritti delle donne.
Ma ad oggi tutto questo non è sufficiente, da più parti viene richiesto al Governo che sottoscriva la Convenzione del Consiglio d'Europa per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica al fine di creare uno strumento giuridicamente vincolante a tutela delle donne.
Amnesty International ha lanciato un appello ai leader europei per la sottoscrizione della Convenzione con un video che si può vedere su questo link:
www.endfgm.eu


La Consigliera Regionale di Parità
Stella Ciarletta

sabato 21 gennaio 2012

Aperte iscrizioni Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia sez. Reggio Calabria

Sono aperte le iscrizioni all'Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia - sez. di Reggio Calabria. Gli avvocati che volessero iscriversi hanno tempo fino al 31 gennaio 2012.
Per qualsiasi ulteriore informazione si può scrivere all'indirizzo di posta elettronica dell'associazione osservatoriofamigliarc@yahoo.it oppure contattare il numero telefonico 3471232368.
Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia
Sez. di Reggio Calabria
La Presidente
avv. Maria Stella Ciarletta

martedì 17 gennaio 2012

Rapprestenza di genere e democrazia paritaria in Calabria

La recente presentazione della proposta di progetto di legge sulla doppia preferenza in materia elettorale da parte della Commissione Regionale Pari Opportunità, organismo di cui mi onoro essere componente di diritto, impone nuovamente il tema della rappresentanza femminile in Calabria all'attenzione del dibattito politico locale.
Condivido la strategia istituzionale adottata dalla Presidente Cusumano di coinvolgere le parti sociali, gli organismi di parità e tutte le associazioni femminili in questa importante battaglia di civiltà. Malgrado, infatti, la presenza delle donne negli organismi elettivi locali sia veramente marginale, ad oggi la classe politica è rimasta perlopiù indifferente a questo tema, se non per qualche sporadica iniziativa.
La speranza è che agli appelli che lanciamo da anni e che ostinatamente continuiamo a lanciare, coinvolgendo le amiche dei partiti, dei sindacati, del mondo associazionistico e tutte, ma proprio tutte, le donne calabresi che credono sia arrivato il momento di cambiare le regole del gioco in politica, prima o poi rispondano anche gli uomini.
Mi piacerebbe aprire i giornali e trovare gli interventi di decine di politici, consiglieri regionali, parlamentari, uomini delle istituzioni che offrono il loro contributo, discutono, organizzano convegni e seminari sul tema della rappresentanza paritetica, e oltretutto mi piacerebbe vederglielo fare assieme alle donne.
Deve essere chiaro che la presentazione di un progetto di legge sulla doppia preferenza non è una richiesta di quote rosa, niente di più sbagliato. L'obiettivo è perseguire una democrazia paritetica reale, e per farlo è necessario un processo di metabolizzazione del pensiero femminile in seno al procedimento legislativo, l'integrazione della dimensione di genere nei circuiti politici e sociali preliminari alla stesura di un più ampio programma politico.
Altrimenti scatta un cortocircuito intellettuale in base al quale “le donne non ci sono in consiglio regionale perchè non si vogliono candidare”. Il luogo comune prende il sopravvento per giustificare una classe politica discriminatoria, autoreferenziale, che guarda alle donne come interlocutore di secondo livello.
La partecipazione attiva delle donne passa, quindi, da un coinvolgimento più ampio delle stesse sul tema della riforma elettorale, laddove ogni sistema di voto potrebbe anzi dovrebbe garantire la equilibrata partecipazione di candidati uomini e donne, sia che si discuta di sistema maggioritario che di proporzionale, di elezioni regionali o del Parlamento, imparando a declinare il “pensiero politico” al femminile.
A livello nazionale, già da tempo è aperto il dibattito su come costruire un sistema elettorale women friendly, che introduca azioni positive, qualunque sia il sistema elettorale di riferimento, accompagnate da misure di sostegno alle candidate e la cosiddetta “par condicio di genere” per la parità nell’accesso ai mezzi di informazione. Fondamentale è inoltre la fissazione di criteri per la selezione delle candidature e il divieto di candidature multiple nel caso delle elezioni politiche, meccanismi che, se applicati alle candidature di uomini e donne, ridurrebbero alcune delle cause che hanno nel tempo consolidato una “dannosa oligarchia maschile nelle assemblee elettive”, secondo la definizione della costituzionalista Carlassare, la quale propone, ad esempio, il maggioritario uninominale dove ogni partito, gruppo di cittadini, coalizione o polo, presenta nel collegio uninominale due candidature abbinate, sicché è indifferente ai fini della vittoria sulle formazioni avversarie che i voti siano dati all’una o all’altro: il seggio, infatti, sarà vinto dalla coppia i cui voti sommati superino quelli delle altre coppie in competizione. All’interno della coppia vincitrice, il seggio andrà poi al candidato o alla candidata che avrà ottenuto più voti dell’altro.
E come questa esistono altre proposte attorno alle quali è aperto un importante dibattito nazionale, tutte imperniate sul principio che qualsiasi sistema elettorale debba essere women friendly con meccanismi includenti le candidature femminili.
Il mio augurio è che la campagna di raccolta delle firme per la presentazione del progetto di legge sia l'occasione per avviare una stagione di confronto vero anche in Calabria, dove il cambiamento culturale non potrà che favorire il coinvolgimento e la partecipazione attiva delle donne, determinando un processo irreversibile di valorizzazione di un capitale umano ad oggi sottoutilizzato e una inestimabile crescita sociale.

La Consigliera Regionale di Parità
Stella Ciarletta

venerdì 6 gennaio 2012

ricetta pancake


Ingredienti:
200 gr di farina
2 cucchiaini da tè di lievito in polvere
1/2 cucchiaino da tè di sale
1 cucchiaio di zucchero
2 uova

250 ml di latte
3 cucchiai di olio di semi vari

In un recipiente medio unire: farina, lievito, sale e zucchero. Mescolare e mettere da parte. In un altro recipiente medio battere i bianchi d'uovo finchè diventano consistenti. In un terzo recipiente medio, senza lavare lo sbattitore, battere leggermente i tuorli.
Mescolare bene il latte e l'olio. Aggiungere i liquidi agli ingredienti solidi e mescolare finchè il composto è omogeneo ed aggiungere
infine i bianchi d'uovo montati.

Ungere e riscaldare una padella di diametro medio a fuoco moderato. Mettere circa 3 cucchiai del composto per pancake ottenuto nella padella. Distribuire fino ad ottenere un cerchio di circa 10 cm. di diametro. Cuocere finchè la parte superiore fa bolle ed appare asciutta;
girare il pancake e cuocerlo dall'altra parte finchè si scurisce. Mangiare caldi cosparsi di miele o sciroppo d'acero.

venerdì 30 dicembre 2011

Avviso di selezione per la partecipazione ad un percorso formativo multidisciplinare per avvocati per il conseguimento di uno specifico profilo profes

La Fondazione dell’Avvocatura Italiana, al fine di promuovere l’attuazione del Protocollo di Intesa siglato con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, organizza un corso formativo multidisciplinare per avvocati per il conseguimento di uno specifico profilo professionale nelle materie attinenti a tutte le forme di violenza contro le donne. A tal fine, si specifica che il citato corso formativo sarà organizzato nel pieno rispetto delle modalità condivise con il Dipartimento per le Pari Opportunità nell’ambito una recente ricerca condotta per lo stesso dalla Fondazione.
DESTINATARI
Il percorso formativo è rivolto esclusivamente a 80 avvocati ed avvocate, iscritti da non più di 5 anni all'albo professionale, residenti nelle regioni: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
Saranno ammessi, previa selezione con invio di curricula personali, non più di venti avvocati/e per singola regione.
La Fondazione si riserva di ammettere un numero superiore di iscritti per singola regione, qualora risultasse un numero inferiore di corsisti ammessi per le altre regioni.
DOMANDA DI PARTECIPAZIONE
La domanda di partecipazione, indirizzata alla Fondazione dell'Avvocatura Italiana deve essere inviata, entro e non oltre il 7 gennaio 2012, esclusivamente per mezzo di posta elettronica certificata all'indirizzo fondazioneavvocaturaitaliana@pec.it cui andrà allegato il curriculum vitae formato europeo con una sintetica motivazione in calce.
La selezione, sulla base dei titoli e delle motivazioni, verrà svolta da apposita Commissione, nominata dalla Fondazione Nazionale dell’Avvocatura, e i nominativi ammessi verranno pubblicati in data 20 gennaio 2012 sul sito della Fondazione (www.fondazioneavvocatura.it).
DURATA DEL CORSO
Il modello formativo si sviluppa su 40 ore, di cui 36 di formazione d'aula e 4 finali di valutazione, distribuite su cinque giornate formative (di sabato) non consecutive, di otto ore ciascuna (09:00/13:00 e 14:00/18:00), da svolgersi a Roma nei mesi di febbraio e marzo 2012.
La partecipazione determinerà il rilascio di attestato di partecipazione e il conferimento di n. 24 crediti formativi ai sensi del Regolamento della formazione continua del Consiglio Nazionale Forense.
E' ammesso un monte ore massimo di assenze pari al 20% del totale.
ARTICOLAZIONE DIDATTICA
Il corso prevede due approcci formativi:
 Parte teorica: presentazione ed approfondimento delle diverse tematiche e problematiche connesse al fenomeno della violenza
 Parte pratica: presentazione ed analisi di casi, esercitazioni, simulate, giochi di ruolo, discussione e confronto di gruppo
La multidisciplinarietà del percorso prevede che i moduli avranno contenuti giuridici, socio - psicologico e di approfondimento dei temi collegati alle pari opportunità di genere.
Gli argomenti, sia in parte teorica che pratica, saranno così suddivisi:
 5 ore iniziali dedicate al tema delle pari opportunità, significato e normativa nazionale di riferimento;
o Il concetto di discriminazione 1 h
o Il codice delle PO e l’evoluzione normativa 2 h
o La Giurisprudenza nazionale e comunitaria) 2 h
 20 ore sulla disciplina dei fenomeni della violenza contro le donne: aspetti sociologici e psicologici; la Rete degli attori (CAV, polizia, carabinieri, ospedali, avvocati, tribunali, enti locali); disciplina: profili penalistici e civilistici; focus sulle molestie sul lavoro
o Parte teorica
 Le forme e le dimensioni della violenza. Dati epidemiologici nazionali ed internazionali. Inquadramento generale del fenomeno 2 h
 La rete degli attori 2 h
 Disciplina: profili penalistici e civilistici. 4 h
 Il sistema dei centri antiviolenza 2 h
 Focus sulle molestie sul lavoro 2 h
o Parte pratica 8 h
 Cases studies e role playing
 5h stalking: fonti normative e casistica
o Aspetti psicologici 2 h
o Aspetti giuridici 2 h
o Casistica e giurisprudenza 1 h
 3h tratta: disciplina e progetti
o Aspetti legali e giuridici: normative e procedure 2 h
o La rete dei servizi: dalla strada all'inserimento sociale 2 h
 3h mutilazioni genitali femminili: disciplina e progetti.
o Disciplina, prevenzione e contrasto 2 h
o Progetti 1 h
Le lezioni saranno tenute da avvocati, docenti universitari ed esperti accreditati sulle materie oggetto del corso
MATERIALI DIDATTICI
Durante il corso verranno consegnate le slides di tutti gli incontri e la relativa bibliografie.

domenica 4 dicembre 2011

Convocato per lunedì 05 dicembre il Tavolo Regionale per la diffusione della Carta dellle Pari Opportunità e l'Uguaglianza sul Lavoro

E' convocato per lunedì 05 dicembre, ore 10:00, presso la Sala Tavernetta di Palazzo Alemanni, il Tavolo Regionale per la diffusione della Carta delle Pari Opportunità e l'Uguaglianza sul Lavoro.

L'incontro segue l'insediamento del Comitato Promotore avvenuto nel giugno scorso, e prevede il coinvolgimento degli attori istituzionali e sociali interessati al sostegno e alla diffusione della Carta.

FUNZIONI E COMPITI DEL TAVOLO REGIONALE

Il Tavolo regionale incoraggia, promuove, favorisce la diffusione sul territorio della CARTA. Varie sono le attività che possono essere utilmente svolte con strumenti adeguati e condivisi:

- sensibilizzazione culturale delle aziende (con particolare attenzione alle piccole e medie imprese) sui benefici delle politiche inclusive e di valorizzazione delle diversità,

- incremento delle adesioni , attraverso l’organizzazione di azioni di promozione rivolte alle imprese atte a favorire ed incoraggiare la sottoscrizione della Carta delle Pari opportunità e dell’uguaglianza sul lavoro e l’impegno in programmi di cambiamento,

- accompagnamento delle imprese che abbiano già aderito o intendano sottoscrivere la Carta PO in percorsi di attuazione

- rilettura (non riscrittura) della Carta , interpretandola alla luce delle esigenze delle PMI, semplificandola e focalizzandola sulle leve chiave di cambiamento (idealmente con iniziative condivise all’interno di associazioni di PMI)

- individuazione di alcune azioni concrete della Carta di particolare interesse per il territorio (es strumenti di conciliazione, superamento degli stereotipi), dando vita a sperimentazioni replicabili

- creazione di un contesto favorevole ad azioni di conciliazione, coinvolgendo le amministrazioni locali e altri fornitori di servizi.

www.regione.calabria.it/consiglieradiparita
www.cartapariopportunita.it