giovedì 22 novembre 2012
mercoledì 21 novembre 2012
"Flessibilità, Conciliazione, Produttività: l'equilibrio possibile"
Giornata di presentazione del percorso di formazione e consulenza sul tema "Flessibilità, conciliazione, produttività: l’equilibrio possibile", organizzata da Italia Lavoro nell'ambito del progetto La.Fem.me – Lavoro Femminile Mezzogiorno, in collaborazione con la Consigliera Regionale di Parità della Calabria.
- Il percorso, a cui l'azienda potrà scegliere di aderire gratuitamente, è strutturato attraverso la formazione e consulenza di un gruppo di esperti del progetto La.Fem.me, con il fine di individuare e diffondere:
• prassi virtuose legate alla flessibilità oraria e organizzativa;
• programmi di accompagnamento per il rientro dalla maternità;
• piani di welfare aziendale e/o territoriale, con implicazioni
di carattere fiscale.
• modalità di sviluppo delle misure nelle Piccole e Medie Imprese.Il progetto, infatti, si propone di promuovere nel tessuto economico locale misure di flessibilità organizzativa e oraria, interventi di accompagnamento alla maternità, programmi di welfare aziendale e/o territoriale funzionali a favorire incrementi di produttività e migliorare la conciliazione lavoro-famiglia, anche attraverso la contrattazione di secondo livello. L'iniziativa è stata fissata in data
domenica 18 novembre 2012
«Flessibilità, conciliazione, produttività: l’equilibrio possibile» Percorso di formazione e consulenza - 29 novembre Reggio Calabria
«Flessibilità, conciliazione, produttività: l’equilibrio possibile»
Percorso di formazione e consulenza
Presentazione progetto "La.Fe.Mme", 29 novembre 2012 ore 14:30
Palazzo del Consiglio Regionale - Sala "Giuditta Levato"
Bozza Programma
Registrazione partecipanti
Apertura dei lavori
Stella Ciarletta – Consigliera di Parità della Regione Calabria
Flessibilità organizzativa e conciliazione in un’ottica di recupero della produttività
Antonella Marsala - Italia Lavoro
Idee e soluzioni per promuovere misure di conciliazione lavoro famiglia nelle aziende: i servizi del progetto
Emanuela Mastropietro/Simona Piacentini- Italia Lavoro
Migliorare l’organizzazione del lavoro nelle aziende: l’importanza della negoziazione e della partecipazione
Luciano Pero
Misure di welfare aziendale e territoriale. Leve fiscali e riferimenti normativi
Diego Paciello
Presentazione del percorso di formazione e laboratori consulenziali alle aziende Emanuela Mastropietro- Italia Lavoro
Conclusioni
Bruno Calvetta, Dirigente Generale - Lavoro, Politiche della Famiglia, Formazione Professionale, Cooperazione e Volontariato - Regione Calabria
Daniela De Blasio, Consigliera Nazionale di Parità Supplente
Interventi dei partecipanti e raccolta delle adesioni al percorso formativo/informativo
Aperitivo
giovedì 15 novembre 2012
Quote Rosa nei CDA - La Commissione Europea approva la direttiva Reding
La Commissione Europea ha approvato ieri la proposta di direttiva della vice presidente della Commissione europea e Commissario europeo per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza Viviane Reding per favorire un’equa rappresentanza di entrambi i generi all’interno dei consigli di amministrazione delle società quotate di tutta l’Unione europea, destinando a quello meno rappresentato il 40 per cento dei posti.
Il testo era stato oggetto di una precedente discussione in Commissione, che aveva visto la mancanza di unanimità sui contenuti ed aveva determinato l'Unione europa a rinviare il voto.
Il testo approvato è stato, nelle more, in parte modificato rispetto al precedente. Il cambiamento più rilevanti riguarda il potere di sanzione in caso di mancato rispetto delle norme, che viene lasciato in capo ai singoli Stati.
Di seguito, i principali contenuti della direttiva approvata ieri:
- la determinazione di un obiettivo minimo del 40% entro il 2020 riservato al genere meno rappresentato per le cariche di membri non esecutivi dei consigli di amministrazione delle società europee quotate in borsa, termine anticipato al 2018 nel caso delle società pubbliche.
- una misura complementare, chiamata “flexi-quota”: un obbligo per le società quotate di porsi obiettivi individuali di autodisciplina in materia di rappresentazione di entrambi i generi nel collegio di amministratori esecutivi, che dovranno essere raggiunti entro il 2020 (o 2018, anche in questo caso, per le società pubbliche). Le imprese dovranno riferire annualmente sui progressi compiuti.
- La meritocrazia. La Commissione chiarisce che “qualificazione e merito rimarranno i criteri chiave per un posto in un board". La direttiva stabilisce un livello minimo di armonizzazione dei requisiti di corporate governance perché la decisione di nomina dovrà essere basata su criteri oggettivi. Le garanzie presenti nel testo faranno in modo che non ci sia un’automatica e incondizionata promozione del genere sottorappresentato. In linea con la giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea in materia di azioni positive, a parità di qualifiche la preferenza è data al candidato appartenente al genere meno rappresentato, a meno che una valutazione obiettiva che tenga conto di tutti i criteri specifici dei singoli candidati sposti la bilancia a favore del candidato dell’altro sesso”.
- l’esclusione dall’applicazione obbligatoria di queste norme per le piccole e medie imprese.
- la propria “data di scadenza”: esattamente come previsto nella legge italiana, la direttiva è una misura temporanea e terminerà la propria vigenza nel 2028.
mercoledì 14 novembre 2012
Avvocati pugliesi: arriva il fondo per il sostegno alla genitorialità
Buone notizie per gli avvocati della Puglia. È stato pubblicato il bando per accedere al fondo per il sostegno alla genitorialità degli avvocati e dei praticanti. È stato creato dall'Ordine degli avvocati di Bari e dall'assessorato al Welfare della Regione Puglia, ed è riservato a chi non è iscritto alla Cassa forense ed ha un reddito familiare annuo non superiore a 50mila euro. La domanda per l'ammissione al fondo può essere presentata entro 60 giorni dalla pubblicazione del bando. Le risorse disponibili, per conciliare lavoro e vita familiare, sono pari a 425mila euro. Sono previsti rimborsi anche per l'accudimento dei minori.
La doppia preferenza di genere è legge. Giornata storica per le donne italiane
La doppia preferenza di genere è legge. Giornata storica per le donne italiane.
Come scrivono i giornalisti, le "quote rosa" sono legge, e in quanto tali diventano obbligatorie già dalle prossime elezioni comunali.
Dopo un iter travagliato in Senato, il testo della legge, che assicura il riequilibrio per una pari opportunità di genere in consigli e giunte degli enti locali, nei consigli regionali e nelle commissioni di concorsi pubblici, È stato approvato alla Camera con 349 voti a favore, 25 contrari e 66 astensioni.
Il testo prevede, tra l'altro, per i comuni sopra i 15mila abitanti, la decadenza delle liste che non rispettano le quote rosa oltre che la 'par condicio rosa' per le presenze in tv in campagna elettorale.
La legge approvata andrà applicata dalle prossime elezioni. Prevede che nelle liste dei candidati alle comunali nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura superiore ai due terzi. E che, qualora non sia così, la lista venga ridotta cancellando i nomi dei candidati appartenenti al genere più rappresentato. In caso di violazione di questo principio, nei comuni sopra i 15mila abitanti, la lista decade. I paesi più piccoli sono stati salvaguardati dalla sanzione più dura perché lì decadrebbe anche il sindaco. C'è poi la possibilità di esprimere due preferenze, invece che una, per i candidati a consigliere comunale, a patto che si tratti di un uomo e di una donna. In caso contrario, si annulla la seconda preferenza.
Ci sono tutti gli ingredienti perchè con il 2013 si apra una nuova stagione elettorale, nel corso della quale la candidature femminili dovranno avere gli stessi spazi e le medesime chance degli uomini in una prospettiva di riequilibrio nella rappresentanza politica e di reale democrazia paritaria.
La Consigliera Regionale di Parità
Stella Ciarletta
giovedì 8 novembre 2012
Legge contro l'omofobia, intervenga il Governo
Non posso che condividere il rammarico espresso dal ministro del Lavoro e delle pari opportunita', Elsa Fornero per la bocciatura in Commissione Giustizia della Camera della proposta di legge contro l'omofobia e la transfobia in quanto ''il riconoscimento della specificita' dei reati di omofobia e transfobia rappresenta un principio di civilta', riconosciuto con una specifica disposizione normativa''.
Ieri, infatti, la commissione Giustizia della Camera ha respinto, con i voti dei rappresentanti di Pdl, Lega e Udc il testo base per una nuova legge contro l’omofobia e la transfobia, che prevedeva l’estensione della legge Mancino e che era stato adotatto con i voti di Pd e Idv.
Il disegno di legge prevedeva l’estensione della legge Mancino, cioè l’introduzione di un’aggravante per i reati basati sulla discriminazione in base all’orientamento sessuale.
Mentre nel resto del mondo si allarga la fascia dei diritti riconosciuti e tutelati, basti pensare ai matrimoni omosessuali introdotti in ben tre stati americani, e le istituzioni europee chiedono una legislazione di protezione delle vittime di violenze omofobiche, i parlamentari italiani mostrano, per l'ennesima volta, la propria incapacità ad ascoltare ed accogliere le istanze della società civile.
Pertanto, mi domando se non sia opportuno un intervento diretto del Governo, così come avvenuto altre volte in passato e superare così l'empasse di una classe politica inadeguata a garantire e tutelare i diritti civili di tutti i cittadini.
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